Classe 2003, croato, l’Inter ha tra le mani uno dei centrocampisti del futuro. Grinta ed eleganza, così Petar Sucic si è ritagliato il suo spazio in nerazzurro. Un approdo non facile, considerato il salto dalla Dinamo Zagabria all’Inter, ma tra alti e bassi ha quasi sempre risposto presente. E non è un dettaglio da poco, ritagliarsi spazio in un centrocampo già ricco di qualità ed esperienza sembrava complicato anche per un talento come lui.
Nonostante il fatidico trio in mezzo al campo, più l’aggiunta di Zielinski, il croato ha messo a referto 48 presenze in tutte le competizioni, condite da 4 gol e 4 assist, confermandosi una scelta apprezzata da Chivu. Nel futuro del croato ci sarà certamente l’Inter, come confermato dallo stesso giocatore al termine della finale di Coppa Italia vinta contro la Lazio
Chi viene e chi va a centrocampo: Sucic è la certezza
Ci sono ancora tante incognite sull’Inter che verrà, e uno dei reparti più in dubbio è sicuramente il centrocampo. Frattesi è ai saluti, mentre Mkhitaryan dovrebbe appendere gli scarpini al chiodo. Su Barella non dovrebbero esserci dubbi, mentre Calhanoglu è sempre tentato dalla sua patria. Infine, Zielinski, seppur con un anno in più, ha dimostrato poter essere ancora decisivo. In questo contesto si inserisce Sucic, che sulla sua permanenza non ha dubbi. Il croato ha parlato così del suo futuro in conferenza stampa dopo la Lazio: “Sono molto felice, abbiamo vinto due trofei, voglio fare un grande lavoro ancora all’Inter. Le cose cambiano in fretta nel calcio, ma la mia intenzione è questa”
Qualcuno azzarda il paragone con Brozovic, sia per ruolo che per nazionalità, ma Sucic resta con i piedi per terra: “Brozovic è un grande giocatore, ho grande rispetto per lui. Sono felice di venire paragonato a lui, voglio sempre migliorare e dare il massimo per la squadra, a volte ci riesco, a volte un po’ meno. Sono felice di questo primo anno”.
Duttilità invidiabile
Se c’è una cosa che è saltata all’occhio nella finale di Coppa Italia, è sicuramente l’interscambio avvenuto costantemente tra Sucic e Zielinski. I due si sono spessi alternati nel ruolo di playmaker, dando il via alla manovra nerazzurra. Sul polacco non c’erano dubbi, ma anche il croato ha dimostrato buona padronanza del ruolo, seppur con meno precisione e serenità dei colleghi Zielinski e Calhanoglu.
La mezzala forse è il ruolo che predilige maggiormente, permettendogli di mettere in mostra le sue doti nel dribbling e negli ultimi metri. La suolata con cui ci ha deliziato in stagione è ormai il suo marchio di fabbrica, e poterla esprimere nella metà campo offensiva è sicuramente un valore aggiunto.
Per Sucic però il ruolo non fa differenza, l’obiettivo è solamente uno: “Voglio vincere trofei, per me è uguale giocare mezzala, play, quinto o attaccante. La cosa più importante è vincere”. Ed è probabilmente proprio questa mentalità ad aver convinto l’Inter. Perché oltre alle qualità tecniche, il croato ha dimostrato di sapersi adattare, imparare e restare dentro le partite anche nei momenti più complicati. A 23 anni, il futuro sembra essere dalla sua parte.