La nuova maglia dell’Inter tra tradizione e futuro: ecco cosa racconta il kit home 26/27

La proficua collaborazione tra Inter e Nike dà vita al nuovo kit home 2026/2027, tra heritage e innovazione

Greta Verderosa
2 min di lettura

A poche ore dalla fine dei festeggiamenti avvenuti per le strade di Milano, l’Inter in collaborazione con Nike, lancia il nuovo kit home, tra rimandi ad un passato glorioso e lo sguardo rivolto al futuro della squadra.

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Ed infatti, la lunga partnership tra il club nerazzurro ed il colosso di sportswear Nike, iniziata nel 1998 e confermata con un accordo plurimilionario fino al 2031, continua a dare i suoi frutti. E’ stato lanciato il nuovo kit dei Campioni d’Italia per la prossima stagione: un richiamo alla tradizione anni ’90 della squadra ma con un tocco innovativo che punta al futuro. La divisa, abbraccia il classico nerazzurro e lo accompagna con dettagli in oro, più precisamente l’University Gold tipico di Nike, e presente proprio nella divisa del 1998 durante l’era di Zanetti e di un Ronaldo, ancora nastro nascente, che sarebbe poi diventato il fenomeno. La maglia è infine arricchita dalla dicitura “Made of Milano” per omaggiare la casa dei nerazzurri.

Operazione nostalgia o riferimento ad un futuro glorioso?

Il richiamo alla fine degli anni ’90 del club nerazzurro è tutt’altro che casuale. Si tratta infatti di un’operazione nostalgia in piena regola, che rivanga il periodo storico in cui il club, pieno di talenti ma tutt’altro che perfetto, si stava rialzando dopo momenti difficili. Si tratta dunque di un efficace parallelismo, che celebra la stagione quasi impeccabile dell’Inter, dopo la profonda delusione della finale di Champions dello scorso anno. Ma il richiamo al passato non è tutto. Lautaro, Thuram, Esposito e la centrocampista Magull e difensore Elisa Bartoli, sono il volto della nuova collezione e senza dubbio anche del presente e del futuro dei nerazzurri.

Un eco al passato e alla tradizione, ma senza smettere di guardare avanti e di favorire quell’innovazione, che soprattutto quest’anno, sotto Cristian Chivu e con un turn over generazionale che ha dato i suoi frutti, non smette di sorprendere ed emozionare.

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