Nella partita della penultima giornata di Serie A fra Inter e Verona, nel clima di entusiasmo seguito alla conquista del ventunesimo scudetto e della Coppa Italia, il tanto celebrato “doblete”, Chivu ha deciso di concedere spazio anche a Raffaele Di Gennaro, terzo portiere dell’Inter, facendolo esordire in questa stagione. Una figura spesso lontana dai riflettori ma profondamente legata all’ambiente nerazzurro: cresciuto nel vivaio interista e tifoso dichiarato di questi colori. Di Gennaro rappresenta uno dei simboli silenziosi dello spogliatoio, distinguendosi ogni giorno con professionalità e dedizione per il lavoro. Il portiere ha disputato gli ultimi minuti della gara subentrando a Sommer, salutato da tutto lo stadio con una calorosa standing ovation per i tre anni trascorsi all’Inter, giunti, con ogni probabilità, al termine.
Secondo quanto riferito da DAZN, sarebbe stata proprio la panchina nerazzurra, trascinata dall’euforia del momento e già proiettata ai festeggiamenti per le vie di Milano, a spingere Chivu a concedere questa “passerella” a Di Gennaro. Nel corso del suo breve impiego, il terzo portiere interista si è reso protagonista di un ottimo intervento su Bowie, prima di subire gol proprio sul tentativo successivo dello stesso attaccante: una rete comunque priva di qualsiasi peso sul risultato finale e che non ha di certo rovinato la giornata di festa ed emozioni in casa Inter.
Dal Verona al Verona: seconda presenza in carriera all’Inter per Di Gennaro
Raffaele Di Gennaro, portiere classe 1993, ha mosso i primi passi nel settore giovanile dell’Inter, club nel quale è cresciuto calcisticamente e di cui è tifoso fin da bambino. Da lì ha preso il via il suo percorso nel calcio professionistico, iniziato attraverso diverse esperienze in prestito con le maglie di Cittadella, Latina, Ternana e Spezia, prima del trasferimento definitivo al Catanzaro nel 2019. Proprio in Calabria, Di Gennaro ha vissuto una della fasi più significative della sua carriera, restando per tre stagioni e trovando abbastanza continuità e centralità nel progetto. Successivamente sono arrivate le esperienze con Pescara e Gubbio, trovando in quest’ultima una titolarità quasi fissa, giocando 34 partite su 38. Infine, nell’estate del 2023, è arrivata la chiamata dell’Inter, significante il suo ritorno alla base per ricoprire il ruolo di terzo portiere della rosa nerazzurra.
Nel suo primo anno dopo il ritorno a Milano ha preso parte alla conquista dello storico scudetto della seconda stella sotto la guida di Simone Inzaghi. Ed è proprio attorno ai suoi esordi in prima squadra che emerge una curiosa coincidenza: la sua prima presenza ufficiale con l’Inter è arrivata nella stagione 2023/24, nell’ultima giornata di Serie A contro il Verona, quando fu Inzaghi a concedergli spazio a gara in corso. La seconda, invece, è arrivata ancora una volta contro il Verona, ma con Christian Chivu in panchina. In entrambe le occasioni, con lo scudetto già matematicamente conquistato.
Quello contro gli scaligeri è stato dunque l’esordio stagionale di Di Gennaro dopo 21 panchine accumulate nel corso dell’annata: altre 15, invece, le aveva saltate per un infortunio. Una presenza simbolica ma fortemente meritata, premio per la professionalità, la dedizione e il lavoro costante che il portiere porta avanti quotidianamente lontano dai riflettori. Un uomo spogliatoio, il “pilastro invisibile” dell’Inter negli ultimi anni.