Pagellone Inter, Dimarco inarrestabile: Frattesi delude

La fine della stagione si sta avvicinando ed è tempo di dare voti e giudizi all'Inter: Dimarco versione MVP, Frattesi delude

Marco Meazza
11 min di lettura

Sono veri e propri giorni di festa quelli che sta vivendo l’Inter. Nell’arco dell’ultimo mese, infatti, i nerazzurri hanno portato a casa il 21esimo Scudetto della loro storia, oltre alla decima Coppa Italia alzata al cielo all’Olimpico. Una doppietta prestigiosa, non scontata ad inizio anno e dopo la sconfitta in finale di Champions League contro il PSG. La Beneamata ha ritrovato la vetta via, lasciandosi alle spalle la debacle patita con i parigini e dominando il campionato davanti alle inseguitrici. Con la stagione che si avvicina alla sua conclusione, scopriamo insieme i voti e i giudizi dei giocatori meneghini e dell’allenatore Cristian Chivu.

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Pagellone Inter, i voti ai portieri

  • Sommer 6 – Se è vero che colleziona 15 clean sheet tenendo conto solo della Serie A, è altrettanto lecito ammettere che non trasmette sicurezza al reparto. Si stabilizza nella seconda parte di stagione, dopo una prima fase complicata e condita da qualche errore di troppo. Che sia questo il canto del cigno?
  • Josep Martinez 6 – Quando viene chiamato in causa, risponde sempre presente. Da sottolineare la prova di rilievo in semifinale di Coppa Italia con il Como, in cui salva a più riprese i compagni. Attenzione al prossimo anno, con la promozione a titolare che appare un’ipotesi concreta.
  • Di Gennaro SV

Voti Inter, le pagelle dei difensori

  • Bisseck 7 – Probabilmente, uno degli interpreti che ha giovato maggiormente dall’arrivo di Chivu. La linea alta di difesa mette in risalto le sue doti fisiche e atletiche, oltre alla capacità di sovrapporsi sulla corsia destra. Una cosa è certa: di strada dopo l’errore in Inter-Lazio 2-2 dello scorso anno ne è stata fatta. Punto fermo del 3-5-2 e scommessa vinta dall’ambiente nerazzurro.
  • Akanji 8 – Arrivato allo scadere del calciomercato estivo per rimpiazzare Benjamin Pavard, riesce a prendersi sulle spalle il peso non indifferente di guidare il pacchetto arretrato. Che sia da braccetto o da terzo, legge sempre in anticipo le situazioni, annullando spesso e volentieri il suo diretto avversario. Il riscatto a 15 milioni di euro è un vero e proprio affare. Fondamentale.
  • Bastoni 7.5 – L’uomo più discusso di questa annata Tricolore dell’Inter, in maniera eccessiva e ripetitiva. Il polverone post Juventus lo manda in tilt e condiziona le sue performance, vedere la prova in Bosnia-Italia per credere. Si riprende dopo la sosta, dando prova di essere ancora chiave dello scacchiere meneghino. In estate sarà addio?
  • Acerbi 5.5 – L’età avanza, le idee di gioco cambiano e adattarsi non è facile, nemmeno per un vecchio lupo di mare come il centrale italiano. Parte titolare ma viene scalzato da Bisseck, tornando parzialmente protagonista nelle ultime settimane dell’annata. Da citare la prova contro la Roma al Meazza. Ai saluti, dopo aver dato di tutto e di più alla causa.
  • De Vrij 6 – Il meno impiegato tra i centrali, ma pur sempre attento e professionale. Mai una parola fuori posto e tanta leadership silenziosa. Veterano
Manuel Akanji

Pagellone Inter, i voti agli esterni

  • Dumfries 7 – Il voto sarebbe potuto essere più alto, se non fosse stato per l’infortunio patito a novembre che lo ha tenuto ai box per mesi. Quando torna in campo, però, dimostra perché è l’uomo in più dell’Inter da due anni a questa parte. Fisicità, verve offensiva e fiuto del gol fanno di lui un’arma da sfruttare, sulla fascia destra. La doppietta a Como vale una fetta di Scudetto, senza dimenticare la prova da migliore in campo contro la Lazio in finale di Coppa Italia. Un fattore.
  • Luis Henrique 6 – Parliamoci chiaro, le mancanze sono evidenti. Da premiare, però, l’impegno di un ragazzo alla prima annata in Italia, in un campionato differente dalla Ligue 1 come il nostro. Tecnicamente è pulito, ma deve lavorare tatticamente e prendere coraggio nella giocata. Da rivedere ma sufficiente.
  • Dimarco 9 – 18 assist in una singola stagione di Serie A sono un biglietto da visita impressionante, se si considera che solo la scorsa estate era dato vicino alla fine da addetti ai lavori e non solo. Chivu ha saputo toccare le corde del Federico interista, soffermandosi sulla condizione atletica e concedendogli ampio spazio per dare sfogo al suo mancino. Senza di lui, l’Inter non sarebbe riuscita a conquistare il Doblete. MVP dell’annata, nel rettangolo verde.
  • Carlos Augusto 6.5 – L’esempio dell’usato sicuro, sia da terzo che da quinto. Puntuale e roccioso, è il vero 12esimo uomo a disposizione del coach di Resita. Da sciogliere il nodo rinnovo, per un elemento che può sempre far comodo durante l’anno.
  • Darmian SV – Causa infortuni, viene impiegato con il contagocce. Ai saluti dopo anni di onorato servizio, in cui ha zittito critici e scettici. La standing ovation contro il Verona è un premio più che meritato.

Pagellone Inter, i voti ai centrocampisti

  • Calhanoglu 8 – La sua annata comincia tra dubbi e incertezze, dopo un’estate vissuta in bilico per via delle voci di mercato. Chivu tocca le giuste corde, gli trasmette fiducia e gli consegna le chiavi della cabina di regia. Una scelta che si rivela vincente. Apre corridoi, illumina il gioco ed è incisivo con il suo potente destro. Qualche infortunio di troppo mina un voto che poteva essere anche più alto. Maestro di una orchestra perfetta.
  • Zielinski 8.5 – La vera rivelazione dell’Inter Scudettata. Partito come ultimo elemento della mediana e dato per partente certo, si scrolla di dosso la polvere con il passare delle settimane. Diventa il faro nella zona nevralgica del campo, con calma olimpionica e l’intelligenza che lo contraddistingue. Il gol alla Juventus vale una parte del Tricolore. Giù il cappello.
  • Barella 7 – Nicolò a due facce. Nella prima parte è spesso e volentieri sotto tono e poco incisivo nell’ultima giocata. Si riprende nell’ultima fase, più nello specifico dopo l’eliminazione dell’Italia dal Mondiale. tornando il motore instancabile dell’Inter.
  • Sucic 6.5 – Prima annata più che positiva per il croato, che dimostra a tratti sprazzi del suo cristallino talento. Serve più continuita e intelligenza tattica, ma chi ben comincia è a metà dell’opera. L’anno prossimo ci si aspetta la definitiva consacrazione.
  • Mkhitaryan 6 – Per l’armeno non si sa ancora se si tratti dell’ultimo ballo in nerazzurro. Pur da personaggio secondario, però, rimane affidabile e professionale, un esempio per i compagni.
  • Frattesi 5 – Forse l’unico grande bocciato della cavalcata Scudetto e Coppa Italia. In estate si parlava di come questa potesse diventare la stagione della ribalta, ma con il passare delle settimane scivola in fondo alle gerarchie della mediana. Tra gli infortuni e l’incompatibilità con Chivu, l’addio sembra alle porte.
  • Diouf 6 – Utilizzato più da esterno che da mezzala, dà prova di essere duttile e di essere un diamante da sgrezzare nelle prossime stagioni.
Piotr Zielinski

Voti Inter, le pagelle degli attaccanti

  • Lautaro 8.5 – Capocannoniere della squadra e del campionato, dimostra ancora una volta di essere il leader caratteriale e tecnico del club. Tutte le giocate offensive passano da lui e quando manca l’Inter entra nel suo unico vero momento di crisi. Sigla reti pesanti in momenti catartici dell’annata, suonando la carica e trascinando i meneghini verso la doppietta. Sempre più una leggenda nerazzurra.
  • Thuram 7.5 – Parte a razzo, con gol importanti e reggendo quasi da solo il peso dell’attacco. Dopo l’infortunio di settembre, però, arriva un calo non indifferente di reti e prestazioni. Si riprende quando la palla scotta, in quelle ultime giornate in cui timbra sempre il cartellino. Le reti contro Roma e Como sono di fondamentale importanza. Presenza imprescindibile, in campo e nello spogliatoio.
  • Bonny 6.5 – Per una buona fetta dell’annata, sostituisce alla perfezione Thuram, siglando gol pesanti come quelli a Roma e Lazio. Cala nella seconda parte, complice qualche problema fisico. Per essere la prima stagione a Milano, promosso ma può fare di più.
  • Pio Esposito 7 – Partito come ultimo elemento del reparto avanzato e giovane di prospettiva, si ritaglia sempre più spazio con intelligenza e la sapienza di un veterano. Ha ampi margini di miglioramento, oltre alla fiducia dell’ambiente. Presente e futuro.

Pagellone Inter, il voto a Chivu

  • Chivu 9.5 – Raccogliere l’eredità di Simone Inzaghi, dopo la finale persa contro il PSG per 5-0, era per veri temerari. Il coach rumeno, già da giocatore, ha però sempre avuto coraggio da vendere. Non stravolge il sistema, bensì aggiunge e ritocca con qualche sua idea, come la ri-agressione feroce. Il risultato è uno Scudetto vinto nettamente – con ampio divario sulle rivali – e una cavalcata di alto livello in Coppa Italia. Tutto questo, e da non dimenticare, alla prima stagione all’Inter. L’unica macchia è l’eliminazione dalla Champions League con il Bodo Glimt, che può diventare una lezione per il futuro. Il voto più alto è il suo.
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