Milan-Inter: le 4 verità emerse dall’ultimo derby di Milano

Il derby di Milano ha evidenziato le difficoltà dell’Inter: leadership assente, calo dei protagonisti chiave e la gestione della pressione scudetto. Ecco i quattro elementi che più influenzano la squadra di Chivu.

Fabio Maffettone
3 min di lettura

L’ennesima sconfitta nell’ultimo derby di Milano ha evidenziato le principali criticità dell’Inter. Tra assenze pesanti, giovani ancora in fase di crescita e cali di rendimento dei protagonisti storici, emergono 4 elementi chiave che spiegano le difficoltà della squadra di Chivu in vista delle prossime sfide di Serie A e della corsa allo Scudetto.

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Tabù e timori irrisolti

Il derby di Milano ha confermato i vecchi fantasmi. Negli ultimi sette confronti tra Inter e Milan, i rossoneri hanno trionfato in 5 occasioni, con 2 pareggi a completare il quadro. Guardando al periodo dall’agosto 2024 a oggi, i nerazzurri hanno conquistato appena un successo e raccolto 8 punti su 32 totali nei match contro Milan, Inter e Napoli.

Nonostante il +7 sulla formazione di Allegri offra una parvenza di respiro, l’attenzione non può calare. Chivu si trova davanti il peso di ricordi dolorosi: due scudetti sfumati nel 2022 e 2025 quando l’Inter conduceva agevolmente la classifica. La squadra dovrà affrontare il futuro con determinazione, sfruttando settimane di preparazione dedicate esclusivamente alla competizione, accompagnata da un calendario favorevole.

L’Inter senza Lautaro

L’assenza di Lautaro Martinez pesa come un macigno. Non si tratta soltanto di mancanza di reti, quanto di deficit di leadership e autorità sul campo. Nessuno, neanche tra i più esperti, è riuscito a trascinare la squadra o a imprimere energia al gruppo. Il capitano, con la sua figura e il suo ruolo, manca come punto di riferimento.

Di conseguenza l’Inter è apparsa svuotata, senza vigore, priva di spinta. In una stagione finora positiva, 10 sconfitte tra campionato e Champions segnano un campanello d’allarme, considerando che la maggior parte è arrivata contro avversari di fascia alta. Un segnale che Chivu dovrà analizzare con attenzione.

Barella e Frattesi: involuzione preoccupante

Nicolò Barella e Davide Frattesi attraversano un momento complicato, incapaci di invertire la rotta. Nel derby di Milano, il centrocampista sardo ha mostrato nervosismo verso arbitro, avversari e compagni, confermando una regressione caratteriale rispetto ai progressi precedenti. Frattesi, entrato al posto di Barella, ha vissuto un’uscita anonima: zero passaggi completati, nessun tiro, dribbling o contrasto vinto, e una sola palla persa in venticinque minuti scarsi.

Entrambi appaiono lontani dai protagonisti ammirati nelle stagioni passate. Con un gol stagionale per Barella e ancora nessuno per Frattesi, il loro rendimento preoccupa anche in ottica Nazionale. Entrambi restano pilastri azzurri, ma il loro stato di forma solleva dubbi sulla capacità di incidere nella corsa alla qualificazione mondiale.

Pio Esposito e Bonny “rimandati”

Pio Esposito e Bonny hanno pagato il prezzo dell’inesperienza. Bloccati dalla compattezza difensiva del Milan, hanno fatto sentire la mancanza di Lautaro e Thuram. La giovane età, unita a piccoli problemi fisici recenti di Bonny e al carico di minuti accumulati da Pio, richiede pazienza.

Sono elementi ancora in fase di maturazione, ma il loro percorso promette crescita. In controtendenza, Luka Modric continua a impressionare: giocare a quel livello e con quella intensità a 40 anni rimane un esempio raro per chiunque, e in particolare per i giovani in cerca di affermazione.

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