Nella serata di ieri, martedì 13 ottobre a San Siro, i campioni d'Italia hanno affrontato i campioni del Belgio nella seconda giornata di League Phase di Champions League e questi ultimi l'hanno spuntata, trionfando per 3-4. Un risultato che preoccupa molto Chivu e i suoi uomini, restando ancora a secco di punti in classifica, essendo stati sconfitti anche al Bernabeu contro il Real Madrid. Il campanello di allarme più evidente è la difesa. Da inizio anno i nerazzurri hanno dimostrato una notevole fragilità in fase difensiva e lo staff interista non è riuscito a risolvere il problema in questo periodo di sosta per le nazionali. Lo stesso Chivu si è preso le responsabilità nel post-partita: "Ci manca equilibrio e io devo migliorare su certe gare. In Serie A le partite le puoi recuperare, mentre in Champions se commetti errori è dura riprendere il risultato". A ciò si aggiunge anche questo dato: settima sconfitta nelle ultime otto nella massima competizione europea per Lautaro e compagni, statistica che una squadra che ambisce ad alzare la coppa dalle grandi orecchie non può permettersi.
Martinez, cosa fai? Akanji ancora irriconoscibile e Barella non pervenuto
Oltre alle responsabilità che Chivu può avere e che egli stesso ha voluto prendersi, bisogna dare atto anche a prestazioni non all'altezza di certi calciatori. Primo su tutti Josep Martinez. Il tecnico rumeno continua a porre fiducia nei suoi confronti, ma ora gli errori stanno diventando troppi e Provedel freme per avere un'opportunità. Il gol del 1-2 del Bruges siglato da Tresoldi al minuto 63 nasce da un'uscita scellerata del portiere spagnolo, che manda in frantumi i piani di gioco dell'Inter, che fino a quel momento stava gestendo la partita.
Un altro nome che continua ad essere inserito sempre nella lista degli insufficienti è Manuel Akanji, il quale è il lontano parente di quello visto lo scorso anno. Sempre spaesato e quasi sempre bruciato da Tresoldi che al minuto 39 del primo tempo lo costringe anche ad un brutto fallo che gli porta l'ammonizione e a giocare i restanti 50 minuti con il freno a mano tirato.
Anche Barella continua ad essere un enigma. Alterna prestazioni super come quelle contro il Cagliari e l'Udinese a performance di basso livello come quelle di ieri sera. Per Chivu è un leader, il vice-capitano della squadra e per questo non ne può fare a meno, ma forse un leggero riposo come successo in nazionale con Mancini non farebbe male al numero 23 interista.
Thuram, Lautaro e Bonny uniche luci della serata
In una serata da dimenticare per i campioni d'Italia, le uniche luci intraviste sono state quelle di Thuram, Lautaro e Bonny. Il primo con le sue percussioni ha sempre messo in difficoltà la retroguardia difensiva belga, dimostrato anche dal contropiede che ha portato alla rete al minuto 44 di Lautaro Martinez, che ha pareggiato momentaneamente i conti. Lo stesso attaccante argentino, con la sua doppietta, si merita ampiamente la sufficienza, nonostante sull'1-1, poco prima del vantaggio degli ospiti, abbia sprecato un'occasione colossale a tu per tu con Sommer. La sua voglia di combattere fino all'ultimo minuto, però, lo contraddistinguono ed è da questa grinta da cui tutta la squadra deve ripartire. Alla fine c'è Bonny, il quale in questa stagione non è ancora sceso in campo dal primo minuto, malgrado delle prestazioni sempre sopra la media da subentrato. Pure ieri sera, entrando al minuto 78 al posto di Barella, ha dimostrato di essere un calciatore che merita di ricevere più spazio. Oltre al gol del 3-4, quando è entrato ha riacceso la manovra offensiva interista con le sue giocate. Davanti avrà attaccanti del calibro di Thuram e Lautaro, ma certamente l'ex Parma è all'altezza di giocare nell'Inter e avere più minuti come vengono concessi a Pio Esposito.
Ciò che Chivu non deve fare è accontentarsi. Il primo posto in classifica in Serie A rende sereno l'ambiente interista, ma ciò non deve far calare la guardia. I problemi ci sono lo stesso e sono evidenti. L'assetto difensivo è completamente da aggiustare. 14 gol subiti in 8 partite sono troppi per una squadra che ambisce ad ogni competizione. In Champions League rimangono ancora 6 partite da giocare ed è ancora tutto da decidere, con lo staff interista che deve assolutamente ricorrere ai ripari nel minor tempo possibile, per provare a centrare l'obiettivo di entrare tra le prime 8 della classe e accedere direttamente agli ottavi di finale.



3–4


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