L’Inter di Cristian Chivu polverizza la Roma con un perentorio 5-2 a San Siro, certificando la fine definitiva della crisi tecnica che aveva prodotto il blackout nel derby e i passi falsi contro Atalanta e Fiorentina. Il tecnico rumeno, protagonista di una gestione autoritaria nel post-sosta, ha trasformato il match in una prova di forza atletica e mentale, capitalizzando un approccio al secondo tempo definito “devastante” dai radar statistici. La maturità dei nerazzurri è emersa nella capacità di correggere in corsa le falle tattiche del primo tempo, dove la posizione di Hakan Calhanoglu, troppo schiacciato per arginare Pisilli, aveva concesso spazi alla manovra giallorossa su Donyell Malen.
Il cambio di passo nella ripresa ha permesso all’Inter di alzare i giri del pressing, soffocando il palleggio di Gasperini e trovando una fluidità offensiva che ha esaltato i singoli. “Siamo stati dominanti, con l’aggressività necessaria per chiudere la pratica senza speculazioni”, ha ribadito Chivu ai microfoni di Dazn, elogiando non solo la doppietta di Lautaro Martinez, ma anche le prestazioni di Marcus Thuram, Nicolò Barella e la spinta ritrovata di Denzel Dumfries. Il tecnico ha voluto premiare la coesione del gruppo, citando esplicitamente il contributo di Luis Henrique, Diouf e Davide Frattesi, segnale di una rosa totalmente coinvolta nella corsa scudetto.
Oltre al campo, Chivu ha assunto una posizione di forte autorità istituzionale in merito alla crisi del sistema calcio italiano e alla mancata qualificazione ai Mondiali. Rigettando la ricerca di capri espiatori, l’allenatore nerazzurro ha richiamato l’intero settore a una responsabilità collettiva: “Siamo tutti colpevoli, dai tecnici ai media, fino ai social. Dobbiamo recuperare la dimensione ludica e formativa, partendo dai settori giovanili dove oggi assistiamo a dinamiche inaccettabili”, è stato il monito del tecnico. Una presa di posizione che lo lancia come leader d’opinione, mentre l’Inter si riprende il trono del campionato con un volume di gioco da record.