Un finale incandescente a San Siro sancisce un pareggio che lascia l’amaro in bocca all’Inter e premia la resilienza dell’Atalanta. Nella cornice di un pomeriggio ad alta tensione, il posticipo della 26ª giornata di Serie A si chiude sull’1-1, un risultato che matura in un clima di estrema nervosismo culminato con l’espulsione del tecnico nerazzurro Cristian Chivu. Al vantaggio iniziale siglato dal giovane Pio Esposito ha risposto, a ridosso del novantesimo, la zampata di Krstovic, abile a sfruttare una corta respinta di Sommer dopo un’azione viziata da furiose polemiche per un presunto fallo su Dumfries.
Pio Esposito illude il Meazza, poi il blackout
La compagine di Chivu, chiamata a riscattare il passo falso nel derby, aveva approcciato la sfida con il piglio della capolista. Al 26′, la fiammata: Pio Esposito riceve da Barella, elude l’intervento tardivo di Scalvini e trafigge un Carnesecchi apparso incerto nella circostanza. Il vantaggio nerazzurro sembrava reggere l’urto di un’Atalanta ferita dal recente 6-1 subito in Champions League contro il Bayern Monaco, ma incapace di pungere concretamente per larga parte della ripresa, nonostante gli ingressi di De Ketelaere e Krstovic voluti da Palladino.
Caos nel finale: espulsione e l’ombra del VAR
La congiuntura decisiva del match si materializza all’83′: Sulemana vince un duello fisico con Dumfries, l’arbitro Manganiello lascia correre tra le proteste veementi della panchina di casa e, sulla ribattuta di Sommer, Krstovic deposita in rete il pallone del pari. Il tecnico Chivu, furioso per la mancata interruzione del gioco, invade il terreno di gioco rimediando prima un giallo e poi il definitivo cartellino rosso. Nel convulso recupero, la Dea sfiora addirittura il colpaccio proprio con il centravanti montenegrino, mentre l’Inter recrimina per un contatto sospetto tra Scalvini e Frattesi nell’area orobica, non sanzionato dal direttore di gara. Il triplice fischio cristallizza un punto che rallenta la corsa nerazzurra e restituisce ossigeno al progetto tattico di Palladino.