Svolta nelle indagini sull’episodio che ha portato alla sospensione di Cremonese-Inter. La Digos ha arrestato un ultrà interista di 19 anni, ritenuto responsabile del lancio del petardo che domenica scorsa ha stordito il portiere Emil Audero, costringendo l’arbitro a interrompere la gara.
Il provvedimento è stato eseguito dalla Polizia di Stato su disposizione della Procura di Milano, con la formula della flagranza differita, prevista dalla normativa contro la violenza negli stadi. Il giovane, appartenente al gruppo ultras Viking della curva nerazzurra, è stato fermato a Milano nelle ore successive all’identificazione.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’ordigno artigianale era partito dal settore ospiti ed è esploso a pochi metri dal portiere della Cremonese, che è rimasto a terra in evidente stato di stordimento. Decisivo il lavoro della Digos, che ha incrociato le immagini della videosorveglianza dello stadio con le analisi della Polizia Scientifica, arrivando così all’identificazione dell’autore del lancio.
Gli inquirenti precisano che non si tratta del tifoso rimasto ferito dall’esplosione di un altro petardo sugli spalti. Il 19enne, privo di precedenti legati all’inchiesta milanese sulla cosiddetta “doppia curva”, comparirà domani davanti al gip per l’udienza di convalida nel carcere di San Vittore, assistito dall’avvocato Mirko Perlino. Il giudice deciderà sull’eventuale misura cautelare. Intanto le indagini proseguono: la Digos di Cremona sta lavorando per individuare altri responsabili di lanci di petardi avvenuti prima del calcio d’inizio della partita.