Inter, caso Calhanoglu: il Galatasaray prepara l’offerta da 15 milioni

Tattica e tenuta fisica: Chivu riflette sul futuro del turco mentre avanza l'ipotesi Stankovic jr e il sogno Kone

Redazione
2 min di lettura

L’Inter di Cristian Chivu si gode il ritorno ai massimi livelli di Hakan Calhanoglu, reduce dal capolavoro balistico contro la Roma e dal trascinamento della Turchia verso i Mondiali 2026, ma il futuro del regista resta un rebus strategico. Nonostante la centralità tecnica, l’edizione odierna di Tuttosport solleva dubbi sulla tenuta strutturale del numero 20: a 32 anni, il turco ha già collezionato tre infortuni muscolari in questa stagione, che si sommano ai cinque dell’annata precedente. Con un contratto in scadenza a giugno 2027, la dirigenza nerazzurra si trova al bivio tra il rinnovo e una cessione che possa garantire una plusvalenza immediata.

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Il Galatasaray non ha mai spento i radar e prepara un assalto estivo per riportare il fantasista in patria. La valutazione di mercato oscilla sui 15 milioni di euro, cifra che l’Inter potrebbe reinvestire per avviare una transizione muscolare nel cuore del centrocampo. Il piano di Chivu per il post-Calhanoglu prevede infatti l’inserimento di profili più atletici: in pole position figurano il ritorno di Stankovic jr dal Bruges tramite il diritto di recompra e l’interesse concreto per il sogno Kone. Un’eventuale partenza del turco aprirebbe inoltre la strada a variazioni tattiche verso il 3-4-2-1 o il 4-2-3-1, moduli che richiederebbero interpreti con caratteristiche differenti dal classico metronomo.

Privarsi oggi di Calhanoglu, tuttavia, rappresenta un azzardo per le ambizioni scudetto. Le statistiche sono impietose: con il turco in campo e la vena realizzativa di Lautaro Martinez, l’Inter mantiene una media punti da vertice assoluto, mentre la sua assenza normalizza pericolosamente le prestazioni collettive. La decisione finale spetterà alla coppia Marotta-Ausilio, chiamati a bilanciare l’esigenza di spending review e ringiovanimento della rosa con la necessità di mantenere inalterato il peso specifico di un centrocampo che, ad oggi, non può prescindere dal suo architetto principale.

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