Nella seconda giornata di campionato, l'Inter, in scena alla Unipol Domus di Cagliari, mette in scena una gara, soprattutto nel primo tempo, bellissima, a tratti fenomenale come poche volte era successo nella passata stagione. Poi, il rischio finale, con l'occasione per l'1-1 rossoblu sventato dalla "parata" di Bisseck, provvidenziale con il suo intervento. La partita vinta in Sardegna evidenzia chiaramente la forza della Beneamata, ma fa sorgere altresì un piccolo interrogativo, che già lo scorso anno era stato causa di alcune sconfitte, o pareggi sgraditi: la poca concretezza di una squadra, a tratti, celestiale.
La manovra incantevole rovinata dai tanti errori sotto porta
La formazione di Chivu ha il merito di passare in vantaggio presto, grazie al colpo da biliardo di Calhanoglu, e da lì in poi parte un solfeggio straordinario, sulle ali dell'entusiasmo e facendo leva su un Cagliari immediatamente colpito, che si ritrae dunque indietro, lasciando campo alla manovra nerazzurra, che porta l'Inter almeno quattro volte vicino al gol. I meccanismi sembrano funzionare splendidamente: ritmi alti, triangolazioni, soprattutto a sinistra, molto bene eseguite, un Barella che sembra ritornare ai grandi fasti iniziali, le punte che trovano facilmente le combinazioni, una gamma di colori ampissima da mettere dalla panchina: Thuram, Zielinski, Stones, Bisseck e l'esordiente Jones, i cambi interisti aggiungono qualità, oltre che non toglierla, rispetto a quelli che il campo lo lasciano. Begli aggettivi, dunque, se ne trovano parecchi.
C'è solo un difetto: Cagliari - Inter è finita "solo" 0-1, nonostante il livello di expected gol altissimo dei nerazzurri: 3.80. Parlando in italiano, questo vuol dire che Lautaro e compagni avrebbero dovuto, secondo le statistiche, segnare almeno 3 reti. E invece, Bisseck diventa eroe nel finale di partita, su una conclusione cagliaritana che avrebbe potuto trovare il fondo della rete, per il definitivo pareggio. Troppi errori davanti alla porta rischiano di scalpellare un lavoro che la squadra di Chivu orchestra magistralmente. Tra tutti, spicca il gol sbagliato da Pio Esposito, solo davanti a Caprile. Il centravanti ex Spezia è sicuramente una pietra miliare per l'Inter, per vari motivi: dal lavoro sporco che fa, passando per la sua statura, difficilmente contrastabile, per le sponde e il lavoro di raccordo che svolge, fino ad arrivare ai lampi di genio che lo contraddistinguono, come il colpo di tacco contro il Monza. Esposito, però, deve imparare anche a siglare centri facili in momenti chiave. L'anno scorso, l'inizio di campionato fu contraddistinto da tanti errori sotto porta, prima di trovare le sue prime volte in Serie A ed in Champions League. Ora, l'Inter non può più aspettare, deve avere, fin da subito, una certezza: la concretezza dei suoi bomber. Con quella caratteristica, si potrebbe veramente parlare di una squadra da record di gol.




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