Italia, missione finale Mondiale: 2-0 all’Irlanda del Nord e febbre Esposito

Azzurri a un passo dal Qatar: Bastoni ammonito, entra Francesco Pio Esposito e cambia il ritmo.

Redazione
2 min di lettura

L’Italia archivia la pratica Irlanda del Nord con un solido 2-0 nella cornice della New Balance Arena di Bergamo, staccando il pass per la finalissima dei play-off validi per l’accesso al Mondiale. La selezione azzurra, sotto la guida tecnica di Gennaro Gattuso, ha gestito il ritmo della gara senza particolari affanni difensivi, evidenziando tuttavia alcune criticità strutturali nella catena di sinistra, dove l’impiego di Bastoni come perno centrale della difesa a 3 ha limitato le sovrapposizioni nerazzurre con Dimarco. Il difensore dell’Inter, ammonito al 64′, è stato richiamato in panchina dal CT per evitare squalifiche pesanti in vista del match decisivo.

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A centrocampo, Nicolò Barella ha garantito il consueto volume di gioco, pur soffrendo una disposizione tattica che lo ha visto agire troppo defilato sulla corsia destra, svuotando centralmente la manovra azzurra di qualità e dinamismo. Sulla fascia opposta, Federico Dimarco si è confermato stantuffo inesauribile per l’intero arco dei 90 minuti, nonostante una ricerca del fondo non sempre assecondata dai tempi di gioco dei compagni. La prestazione dell’esterno interista rimane comunque uno dei pilastri su cui Gattuso intende costruire l’assalto finale alla qualificazione mondiale, puntando sulla sua capacità di convertire il possesso in occasioni da rete.

La vera scossa alla sfida è arrivata dalla panchina con l’ingresso di Francesco Pio Esposito al 64′. L’attaccante classe 2005, in uno stato di grazia che prescinde dalla maglia indossata, ha impattato il match con un 6,5 in pagella figlio di giocate d’alta scuola: un assist visionario per Kean e un colpo di testa pericoloso su sviluppi di corner. L’efficacia mostrata dal talento scuola Inter pone ora un serio interrogativo tattico al CT in vista della finale: la titolarità di Esposito appare come la soluzione più logica per scardinare le difese chiuse e garantire quel cinismo sottoporta mancato nella prima ora di gioco a Bergamo.

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