L’Inter inizia la sua seconda giornata di Serie A e si prepara ad affrontare la sfida contro l’Udinese il 31 agosto a partire dalle 20:45 allo stadio Giuseppe Meazza. Segui con noi la conferenza stampa della vigilia di Cristian Chivu.
Sulla partita contro l’Udinese
“La squadra non deve sbagliare nell’atteggiamento, nella qualità, nell’aggressività, ma anche nella qualità. L’Udinese è sempre stata una squadra ostica e soprattutto con l’allenatore nuovo ha fatto vedere belle cose nella flessibilità. Partivano con un 4-4-2, ma sfruttavano Thauvin sotto Lucca. Hanno un centrocampo di struttura che fa guerra, ma hanno qualità. Quest’anno hanno cambiato sistema, ma le caratteristiche dei giocatori sono sempre quelle. È sempre difficile affrontarli”.
Come vede Davide Frattesi?
“Davide è una mezzala di inserimento e può giocare anche sotto una punta. Quando si proverà a giocare con due trequartisti potrò provarlo lì. Poi c’è un altro aspetto da tenere in considerazione che lui nasce come mezzala e spesso potrà darmi una mano in fase difensiva e tornare a fare i tre in mezzo a creare più densità. Per me questo è il ruolo di Davide, ma sono sicuro che per caratteristiche potrà fare anche altro”.
“Ci sono cose che si possono raccontare e altre meno. Sono cose che fanno bene al gruppo, che fanno capire l’importanza dell’unità e l’armonia. Uno dei patti è che io sono il responsabile di tutto, nel bene e nel male”.
Sulla meritocrazia
“La meritocrazia te la meriti in allenamento, tutte le settimane. Tra una partita e l’altra ci sono 4 o 5 allenamenti e ognuno deve fare nel meglio per mettermi in difficoltà nel momento della scelta. Io guardo 22 giocatori di movimento, devo vedere come si comportano, come accettano determinate cose”.
“Non posso pensare troppo in avanti, domani c’è una partita troppo importante e non mi va di guardare troppo in avanti. Poi c’è anche la sosta e non voglio pensare troppo in là. Troppi pensieri, troppe pianificazioni, a volte danneggiano a livello mentale e di aspettative”.
Ci saranno tante rotazioni?
“Questa domanda è difficile da gestire. Per mantenere un gruppo motivato, e giocando ogni tre giorni, è normale che bisogna far giocare tutti. Ma è importante anche la meritocrazia, è il primo principio a cui bado. Non bastano tante partite, bisogna prepararsi al meglio per il bene del gruppo a prescindere. Tutti devono meritarsi il posto e che sono soluzioni valide per il percorso nella nostra stagione”.
Il tema punte: da Lautaro a Pio Esposito
“Le partite saranno tante e avremo la possibilità di avere combinazioni diverse di due o tre attaccanti. In base a quelle che saranno le partite e le letture ci sarà modo di vedere tutti”.
Sulla convocazione di Pio Esposito in Nazionale
“Conosco Pio Esposito da quando ha 13 anni, so di che pasta è fatto e so qual è la sua ambizione. Conosco il suo approccio anche all’esterno. È un ragazzo con i piedi per terra che sa bene che ha tanto da imparare e dimostrare. Ha l’umiltà che gli permetterà di capire come crescere nel modo giusto. Lo ha fatto vedere nel settore giovanile e anche in Serie B. Adesso si gode il suo sogno di stare in prima squadra e di essere parte della Nazionale italiana maggiore. Sono felice per lui e non ho bisogno di aggiungere altro, so cosa pensa e so che sono cose che gli daranno motivazioni”.
Quanto può essere centrale Calhanoglu?
“È importante, lo ha dimostrato negli ultimi anni e ha dimostrato che vuole far parte del gruppo. Ha fatto cose importanti. È tornato con la mentalità giusta e come tutti gli altri si è lasciato il passato alle spalle e consapevoli del fatto che quello che conta è il presente, le prime battute e le prime partite sono importantissime. Tornerà a far parte del gruppo e sono contento”.
Qual è la sensazione più importante da mantenere?
“L’importante è mantenere atteggiamento e mentalità che abbiamo avuto, ci sono cose da mantenere e migliorare. Le cose più importanti sono queste, da mantenere sin dall’inizio”