L’Inter di Cristian Chivu tenta l’elettroshock psicologico per invertire una rotta pericolosamente stagnante: dopo il crollo nel derby e i soli due punti raccolti contro Atalanta e Fiorentina, i nerazzurri arrivano al big match contro la Roma con l’obbligo della svolta. La sosta per le Nazionali è servita a disconnettere i cavi di una tensione scudetto diventata tossica, permettendo al tecnico rumeno di lavorare sulla mente di un gruppo passato dal ruolo di “carro armato” a quello di grande delusa, dilapidando il vantaggio di +13 sulla concorrenza.
La notizia capitale per il posticipo di Pasqua è il rientro di Lautaro Martinez: il capitano, “mancato come il pane” nelle ultime uscite, riprende il comando delle operazioni offensive. Chivu ritrova l’abbondanza tattica che non assaporava dal 9 novembre 2025, data dell’infortunio alla caviglia di Denzel Dumfries che aveva dato il via alla crisi di rotazioni. Con l’unica eccezione di Mkhitaryan, ancora costretto a lavoro differenziato e ormai scivolato nelle gerarchie, l’Inter si presenterà a San Siro con l’undici titolare al completo. Resta un solo dubbio strategico: chi affiancherà il Toro? Il ballottaggio è serrato tra il ritrovato Marcus Thuram, tornato al gol nella parentesi con la Francia, e il giovane leader Francesco Pio Esposito.
Il club ha inviato messaggi chiari a Chivu: la proprietà si aspetta che sia lui a raddrizzare immediatamente la barra nel momento più delicato della stagione. La sfida contro la “sua” Roma non è solo un incrocio sentimentale, ma l’ultima chiamata per blindare il primato ed evitare che i “cattivi pensieri” si trasformino in un tracollo definitivo. Con la coperta calda dei titolari finalmente ritrovata, l’Inter non ha più alibi: servono i tre punti per scacciare il blocco psicologico e riprendere la marcia verso il tricolore, spegnendo le polemiche che hanno incendiato l’ultimo mese ad Appiano Gentile.