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Inter-Lecce, il recupero che pesa: San Siro misura ambizioni e paure

Dopo il pari col Napoli, i nerazzurri cercano tre punti chiave. Lecce in emergenza, ma pronto a resistere

3 min di lettura

San Siro torna a essere un crocevia di classifica e umori. Dopo il 2-2 contro il Napoli, l’Inter riparte dal Meazza per il recupero della 16ª giornata di Serie A, con un obiettivo chiaro: trasformare una mezza occasione mancata in tre punti pieni. Dall’altra parte c’è un Lecce ferito ma vivo, reduce da una sconfitta casalinga che ha lasciato scorie e squalifiche, e ancora pericolosamente vicino alla zona rossa.

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Inter, occasione da non sprecare

Il pareggio con il Napoli ha confermato pregi e limiti del momento nerazzurro. Personalità, ritmo, qualità offensiva; ma anche la sensazione di un allungo solo sfiorato. Il recupero con il Lecce diventa così una partita-trappola: da vincere senza appello, perché il calendario non concede pause e la classifica resta corta.

Chivu tra continuità e rotazioni

Per Cristian Chivu la gestione passa anche dalle scelte. In porta va verso la conferma Yann Sommer, mentre davanti a lui potrebbe tornare al centro della difesa Francesco Acerbi, con Yann Bisseck e Alessandro Bastoni a completare il terzetto. Sugli esterni spazio a Carlos Augusto e Luis Henrique, chiamati a garantire ampiezza e spinta costante.

In mezzo al campo l’Inter potrebbe rinunciare alla regia abituale: Hakan Çalhanoğlu resta in dubbio, e allora toccherebbe a Piotr Zieliński dare ordine, affiancato da Nicolò Barella e Henrikh Mkhitaryan. Davanti, accanto al capitano Lautaro Martínez, spazio alla freschezza di Pio Esposito.

Lecce, emergenza e carattere

Se l’Inter deve vincere, il Lecce deve resistere. La sconfitta interna con il Parma ha lasciato strascichi pesanti, soprattutto disciplinari, e Eusebio Di Francesco è chiamato a ricomporre una squadra rimaneggiata ma non rassegnata.

Difesa ridisegnata, baricentro basso

A protezione della porta dovrebbe esserci Wladimiro Falcone, con una linea arretrata ricostruita attorno a Danilo Veiga, Siebert, Tiago Gabriel e Gallo. In mezzo al campo, dove mancano alternative, la sostanza di Coulibaly e Kaba dovrà reggere l’urto nerazzurro insieme alla qualità di Berisha. Davanti, Pierotti, Stulic e Sottil avranno il compito più ingrato: tenere palla, respirare, colpire quando possibile.

Una partita che dice molto più dei punti

Al Stadio Giuseppe Meazza non si gioca solo un recupero. Si gioca una prova di maturità per l’Inter, che non può permettersi di rallentare contro chi lotta per salvarsi. E si gioca una fetta di autostima per il Lecce, chiamato a dimostrare che anche nelle difficoltà sa restare squadra. Perché queste sono le partite che non fanno rumore prima, ma pesano tantissimo dopo.

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