La semifinale di Coppa Italia ha tenuto tutti con il fiato sospeso: dopo un primo tempo dominato dal Como, l’Inter gioca un secondo tempo pressoché perfetto, dando vita ad un’eclatante rimonta. Finisce quindi 3-2 la partita che ha infiammato il cielo di San Siro con Hakan Calhanoglu che si conferma pilastro della squadra e Josep Martinez che fa muro solido davanti alla porta.
Calhanoglu regista silenzioso: ecco perchè il futuro nerazzurro passa da lui
Nella seconda parte del match tra Inter e Como, è emersa una squadra, quella dei nerazzurri, che ha dimostrato lucidità e compattezza tattica ed è così riuscita a sbaragliare gli avversari e convertire il risultato in vittoria. Hakan Calhanoglu è stato il protagonista indiscusso, siglando una doppietta e trascinando i compagni in finale. Il centrocampista, classe 1994, si conferma un pilastro per la squadra di Cristian Chivu e mette a tacere, almeno per adesso, ogni voce su un presunto divorzio tra lui ed il club nerazzurro. Il turco infatti, con il contratto in scadenza nel 2027, aveva portato molti a pensare ad un cambio di rotta lontano dall’Italia, con il Galatasaray pronto a fare carte false per accaparrarselo.
“Senza Calhanoglu perdi mezza squadra” aveva dichiarato Vincenzo Montella, ct della nazionale turca. “L’Inter si appoggia su di lui: detta i tempi” ha poi concluso con parole profetiche. Ad oggi, non ci sono ancora elementi che stabiliscano un rinnovo ufficiale del turco con il club nerazzurro, ma Chivu non sembra pronto a lasciarlo andare e tutto fa presagire che l’accordo arriverà presto.
La rinascita di Josep Martinez: futuro tra i pali dell’Inter?
Ma la semifinale di Coppa Italia ha più di un protagonista in casa nerazzurra. Da Calhanoglu a Sucic, passando per l’ingresso impetuoso di Diouf, fino ad arrivare alle parate magistrali di Martinez. Il portiere spagnolo infatti, dopo una stagione nelle retrovie, ha disputato una prestazione solida che ha permesso alla squadra di blindare la vittoria. Martinez infatti, relegato al ruolo di dodicesimo uomo, ha vestito la maglia da titolare nelle ultime due partite, dimostrando tenacia e affidabilità, tanto da portare molti a vederlo come l’erede naturale di Yann Sommer. Il ct nerazzurro però invita alla cautela e mantiene l’incognita su chi, tra lui e lo svizzero, giocherà la finale di Coppa Italia.