Inter, stallo Carlos Augusto: no al rinnovo da 3,3 milioni e tentazione Roma

Il brasiliano blocca il prolungamento fino al 2030: Gasperini lo vuole alla Roma, l'Atletico Madrid osserva.

Redazione
2 min di lettura

L’Inter affronta lo stallo per il rinnovo di Carlos Augusto, con il jolly brasiliano che ha ufficialmente congelato la proposta di prolungamento fino al 2030. Nonostante l’offerta di Viale della Liberazione preveda un robusto adeguamento salariale – con un balzo dagli attuali 2,2 milioni a 3,3 milioni netti a stagione – l’ex Monza ha dato mandato al suo agente, Beppe Riso, di prendere tempo per valutare il proprio impiego tattico. La scarsa continuità nel minutaggio da titolare sta spingendo il classe 1999 a guardarsi intorno, aprendo una crepa diplomatica che la Roma e l’Atletico Madrid sono pronte a sfruttare già nella prossima finestra di mercato estiva.

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A Trigoria, il profilo del brasiliano è diventato una priorità assoluta per il sistema di gioco di Gasperini, che già ai tempi dell’Atalanta aveva individuato in lui l’interprete ideale per la progressione sulla corsia mancina. Le caratteristiche tecniche di Carlos Augusto si sposano perfettamente con il calcio “gasperiniano”, fatto di intensità e proiezione offensiva, rendendolo l’obiettivo sensibile per la ricostruzione della fascia giallorossa. La Roma punta sulla promessa di una centralità tecnica che all’Inter è limitata dalla concorrenza interna, cercando di inserirsi in un momento di fragilità contrattuale che potrebbe portare alla rottura definitiva.

Sullo sfondo resta vigile l’Atletico Madrid di Simeone, che già nella scorsa sessione estiva aveva tentato un affondo concreto per il calciatore. I Colchoneros dispongono della forza economica per pareggiare o superare l’offerta nerazzurra, garantendo inoltre la vetrina della Champions League. Per l’Inter, la situazione si fa complessa: perdere un elemento capace di ricoprire sia il ruolo di braccetto difensivo che di esterno a tutta fascia costringerebbe la dirigenza a una ricerca onerosa sul mercato. La palla passa ora al giocatore, ma il mancato sì al rinnovo suona come un preavviso di cessione forzata a giugno.

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