Inter fuori, incubo Champions: l’Italia rischia lo zero agli ottavi

Debacle nerazzurra a San Siro contro il Bodø. Stasera Juve e Atalanta tentano l'impresa impossibile.

Redazione
4 min di lettura

Nella mattinata di oggi, il day-after della traumatica eliminazione dell’Inter per mano del Bodø/Glimt ha assunto i contorni di un processo sommario all’intero sistema calcio nazionale. Il sodalizio nerazzurro, indicato alla vigilia come la testa di serie più autorevole per il superamento dei playoff, ha ceduto il passo tra le mura amiche di San Siro, lasciando l’Italia dinanzi a una prospettiva desolante. Come sottolineato dall’analisi odierna de La Gazzetta dello Sport, il rischio di una Champions League orfana di rappresentanti italiane agli ottavi di finale è ormai un’ipotesi concreta: con Juventus e Atalanta chiamate stasera a ribaltare pronostici ai limiti del proibitivo, l’ombra di un fallimento sistemico si allunga sul ranking della Serie A.

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Il paradosso di San Siro: numeri d’attacco e sterilità realizzativa

La cronaca del match restituisce l’immagine di una compagine, quella guidata da Cristian Chivu, capace di produrre un volume di gioco imponente ma tragicamente priva di cinismo. I dati statistici della serata evidenziano una discrepanza quasi surreale tra la produzione offensiva e il verdetto del tabellino. «L’Inter ha concluso l’azione per ben 26 volte dall’interno dell’area di rigore, a fronte delle sole 4 incursioni concesse ai norvegesi; eppure, la differenza sostanziale è stata dettata da una percentuale di realizzazione impietosa: un misero 4% nerazzurro contro il 29% di un Bodø/Glimt chirurgico», evidenzia il quotidiano sportivo. Un’inefficienza tecnica che, nel summit dell’alta intensità europea, non ammette appelli.

La lezione norvegese e l’alibi della sfortuna

Il successo del Bodø/Glimt demolisce definitivamente il pregiudizio che voleva la compagine scandinava competitiva esclusivamente sul sintetico di casa. La vittoria ottenuta sul “prato vero” della Scala del calcio certifica l’autorevolezza di un progetto tecnico che ha saputo capitalizzare ogni minima sbavatura dei padroni di casa. Se da un lato si parla di una “figuraccia” di proporzioni internazionali per il blasone nerazzurro, dall’altro emerge il valore di un avversario che non può più essere considerato una sorpresa. Il fattore imponderabile ha comunque giocato un ruolo nell’economia del doppio confronto: il palo colpito da Manuel Akanji sullo 0-1 è stato il terzo legno centrato dai nerazzurri tra andata e ritorno, dopo quelli di Darmian e Lautaro Martinez in terra norvegese.

Uno spettro sulla stagione: l’ultima chiamata per Juve e Atalanta

L’uscita di scena dell’Inter funge da sinistro presagio per le sfide che attendono nelle prossime ore la Juventus e l’Atalanta. La congiuntura attuale vede il calcio italiano in una posizione di estrema debolezza, con il rischio concreto che il sorteggio degli ottavi di finale possa svolgersi senza alcuna bandiera tricolore nelle urne di Nyon. La crisi di risultati nei playoff non è solo un colpo al prestigio dei singoli club, ma mette a nudo l’incapacità delle nostre big di reggere l’urto con realtà emergenti che fanno del ritmo e della precisione i propri punti di forza. La sopravvivenza sportiva dell’Italia in questa edizione della Champions League è ora affidata a due imprese che avrebbero il sapore dell’epica, ma il clima che si respira è quello di una resa imminente.

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