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Inter-Arsenal, il fattore Premier può cambiare le scelte dei Gunners

Arteta valuta il turnover pensando al titolo inglese. Chivu, invece, ha bisogno di punti pesanti

3 min di lettura

A poche ore da Inter-Arsenal, big match della fase campionato di UEFA Champions League, un elemento esterno al campo potrebbe incidere sulle scelte dei londinesi: la Premier League. L’Arsenal arriva a San Siro con la qualificazione europea già in cassaforte e con un vantaggio consistente in campionato, scenario che apre alla possibilità di un turnover ragionato da parte di Mikel Arteta.

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L’Arsenal sogna il titolo: la Premier prima di tutto

Dopo anni da incompiuta di lusso, l’Arsenal sta vivendo una stagione che profuma di storia. Il +7 sul Manchester City ha riacceso nei tifosi il ricordo degli Invincibles del 2003-04, l’ultima squadra capace di vincere la Premier senza sconfitte. Un traguardo che manca da oltre vent’anni e che rappresenterebbe la consacrazione definitiva di Mikel Arteta, finora vincitore “solo” di una FA Cup e due Community Shield. In questo contesto, la Champions rischia di passare in secondo piano, anche perché il calendario europeo sorride ai Gunners: l’ultima gara li vedrà opposti al Kairat, avversario sulla carta ampiamente alla portata.

Le rotazioni possibili: Saka in dubbio, attacco rimescolato

Il tema turnover non è teorico. In Premier, contro il Nottingham Forest, Bukayo Saka non era al meglio ed è partito dalla panchina. Dall’Inghilterra filtra che il numero 7 non sia certo del posto neppure stasera. Arteta valuta un tridente alternativo con Madueke, Kai Havertz e Martinelli, soluzione che garantirebbe comunque qualità e profondità, ma che non rappresenta l’undici ideale dei Gunners.

Inter senza margine di errore

Se l’Arsenal può permettersi calcoli, l’Inter no. La squadra di Cristian Chivu ha bisogno di almeno quattro punti nelle ultime due gare per centrare la qualificazione diretta ed evitare complicazioni. San Siro diventa così un passaggio obbligato: approfittare di un Arsenal meno affamato è un’opportunità che i nerazzurri devono provare a trasformare in vantaggio concreto. La partita, quindi, si gioca su un doppio binario: ambizioni scudetto da una parte, necessità europea dall’altra. Ed è spesso in questo equilibrio instabile che nascono le notti più imprevedibili di Champions.

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