Martedì 20 gennaio, ore 21, l’Inter ospita a San Siro l’Arsenal nel primo grande incrocio europeo del 2026, una sfida che pesa già sul cammino Champions e sulla gestione di un calendario nerazzurro compresso e senza respiro.
L’Inter di Cristian Chivu arriva all’appuntamento dopo un gennaio ad altissima intensità e con un obiettivo chiaro: sfruttare il fattore campo per evitare un febbraio ancora più carico di impegni. Dall’altra parte, l’Arsenal di Mikel Arteta si presenta con numeri da corazzata europea e la consapevolezza di essere, oggi, una delle squadre più complete del continente.
Precedenti che raccontano notti opposte
I confronti tra Inter e Arsenal non sono molti, ma lasciano tracce profonde. L’ultimo incrocio europeo a Milano è recente e parla nerazzurro: nella fase a gironi della Champions 2024/25 l’Inter si impose 1-0 con una rete di Hakan Çalhanoğlu, confermando una certa affinità con le grandi notti continentali.
Più lontani nel tempo, ma ancora vivissimi nella memoria, i duelli della Champions 2003/04. A Londra, nello storico Highbury, l’Inter vinse 3-0 in una serata simbolo, segnata anche dal rigore parato da Francesco Toldo a Thierry Henry. Il ritorno a San Siro, però, raccontò l’altra faccia del calcio europeo: 1-5 Arsenal, una lezione dura e ancora oggi citata come spartiacque emotivo di quella stagione.
L’Arsenal che domina l’Europa
Il presente dice Arsenal a punteggio pieno. Sei vittorie su sei, 18 punti, una differenza reti che impressiona: 17 gol segnati, uno solo incassato. Un rendimento che, nell’era Champions dal 1992/93, trova pochi paragoni, se non nel Liverpool di Klopp 2017/18.
Il simbolo offensivo è Gabriel Martinelli, già decisivo in ogni gara europea disputata finora. Cinque presenze, cinque reti, e la possibilità di entrare nella storia del torneo superando le strisce realizzative consecutive di Neymar e Jardel. A questi numeri si somma una Premier League dominata: primo posto, miglior difesa e continuità di risultati che rafforza l’aura di squadra matura, pronta al salto definitivo.
L’Inter, tra calcolo e coraggio
Sulla carta è una sfida sbilanciata. Nei fatti, San Siro cambia le proporzioni. L’Inter sa che battere l’Arsenal significherebbe alleggerire febbraio, evitando un doppio spareggio europeo che rischierebbe di prosciugare energie in un momento chiave anche per il campionato, dove il Milan resta l’inseguitrice più pericolosa.
Chivu non farà rotazioni di comodo. In campo andrà l’Inter migliore, a partire dall’attacco: Lautaro Martínez e Marcus Thuram guideranno la ThuLa in una notte che può ridisegnare il percorso continentale. L’attenzione, però, è massima sui dettagli: Lautaro e Henrikh Mkhitaryan sono diffidati, e un’ammonizione peserebbe in vista del successivo incrocio con il Borussia Dortmund, altro snodo pesante della stagione.
San Siro, il dodicesimo uomo
Lo stadio sarà esaurito, come nelle grandi occasioni. La Champions League ha un suono che a Milano diventa rito, e il pubblico nerazzurro è pronto a spingere la squadra oltre la fatica. Attesi anche circa quattromila tifosi inglesi, decisi a farsi sentire con uno dei cori più iconici dei Gunners. Sul campo sarà battaglia tattica e fisica; sugli spalti, un confronto di identità e appartenenza. La sfida è aperta. I numeri dicono Arsenal, la storia europea dell’Inter suggerisce prudenza prima di qualsiasi verdetto. A San Siro, martedì sera, si gioca molto più di una semplice partita di girone.
