L’Inter di Christian Chivu prepara la rivoluzione totale per l’anno zero, pianificando l’addio di cinque senatori a fine contratto e la possibile cessione di titolari inamovibili per finanziare un mercato di “cavalli di ritorno” internazionali. Piero Ausilio e Beppe Marotta hanno messo nel mirino Guglielmo Vicario come erede designato per la porta: l’estremo difensore del Tottenham, complice la crisi dei Spurs a rischio retrocessione in Premier League, spinge per il rientro immediato in Italia sponda nerazzurra. Un’operazione che si intreccia con il restyling della difesa, dove il nome di Riccardo Calafiori dell’Arsenal balza in cima alla lista per sostituire Alessandro Bastoni in caso di offerta monstre dall’estero.
Il passaggio tattico alla difesa a quattro imposto dal nuovo corso tecnico segna il capolinea per la vecchia guardia: Acerbi e De Vrij sono pronti ai saluti, lasciando spazio al ritorno di Kim Min-Jae. Il centrale sudcoreano, ex perno del Napoli scudettato, rappresenta il profilo di autorità internazionale scelto per guidare la transizione difensiva. A centrocampo, oltre al forcing su Manu Koné, i vertici di Viale della Liberazione valutano l’opportunità a parametro zero legata a Franck Kessié: l’ex milanista, attualmente all’Al-Ahli, ha aperto a una risoluzione per tornare protagonista in Serie A sotto la gestione nerazzurra.
Il mosaico si completa nel reparto avanzato con il ritorno di fiamma per Dan Ndoye, l’ex ala del Bologna individuata come l’innesto multiruolo ideale per il modulo di Chivu. La strategia di Marotta è chiara: sostituire i partenti con profili che conoscano già il calcio italiano, garantendo un inserimento istantaneo senza i rischi dell’adattamento. Con il Tottenham in caduta libera e l’Arabia che apre ai prestiti, l’Inter punta a chiudere il blocco dei “rientri” entro il raduno di luglio, garantendo al tecnico romeno una rosa profondamente rinnovata ma tecnicamente collaudata.