L’Inter affronta questa sera il Borussia Dortmund al Signal Iduna Park in una sfida europea che pesa sul presente e sul futuro del cammino in Champions League, e Cristian Chivu è chiamato a sciogliere nodi delicati tra gestione dei diffidati e assenze pesanti. Alla vigilia del match, la priorità è schierare il miglior undici possibile senza perdere di vista il rischio disciplinare che potrebbe incidere sul prossimo turno, tra playoff o un eventuale – e complesso – accesso diretto agli ottavi. La partita impone scelte nette. E Chivu sembra orientato ad assumersi responsabilità chiare, anche a costo di convivere con qualche rischio.
Diffidati ma centrali: Bastoni, Mkhitaryan e Lautaro
Il primo tema riguarda i diffidati. Secondo quanto filtra, Alessandro Bastoni, Henrikh Mkhitaryan e Lautaro Martínez sono a rischio squalifica: un cartellino giallo li costringerebbe a saltare il prossimo impegno europeo. Nonostante questo, la sensazione è che partiranno tutti dall’inizio, a conferma del peso specifico della gara e dell’esigenza di affidarsi ai leader tecnici e caratteriali della squadra. Una scelta che racconta l’importanza attribuita alla serata tedesca: l’Inter non può permettersi calcoli eccessivi, e Chivu sembra intenzionato a giocarsi le carte migliori.
Mediana da ricostruire: tre per due posti
Il vero rebus è a centrocampo, reparto condizionato dalle assenze. Hakan Çalhanoğlu e Nicolò Barella non sono disponibili, un vuoto che restringe le opzioni e rende le scelte quasi obbligate. In questo contesto prende forma una possibile novità.
Per affiancare il regista Piotr Zieliński, sono tre i candidati per due maglie: Davide Frattesi, Petar Sučić e Mkhitaryan. Ed è proprio Frattesi a prendere quota per una maglia da titolare, grazie alla sua capacità di inserimento e all’energia che può garantire in una partita di ritmo e intensità. La decisione finale arriverà solo a ridosso del calcio d’inizio, ma l’orientamento è chiaro: trovare equilibrio senza rinunciare a dinamismo.
Una serata che indirizza il cammino europeo
Tra diffidati da gestire e assenze da assorbire, Chivu è chiamato a un esercizio di equilibrio. Bilanciare il rischio disciplinare con la necessità di risultato è la chiave di una notte che può indirizzare il percorso europeo dell’Inter.
Al Signal Iduna Park non c’è spazio per esperimenti: serve solidità, personalità e lucidità. Le scelte del tecnico diranno molto non solo sulla partita, ma anche sulle ambizioni nerazzurre in questa Champions League.