L’Arsenal di Mikel Arteta ha trasformato i calci piazzati in un’arma strutturale del proprio sistema di gioco: angoli, punizioni e persino rimesse laterali sono diventati strumenti offensivi codificati, capaci di decidere le partite. Un’evoluzione che affonda le radici nel calcio di Pep Guardiola ma che oggi rappresenta un marchio distintivo dei Gunners, chiamando l’Inter a un’attenzione massima nelle letture difensive.
Arteta, l’eredità di Guardiola e il calcio “totale” evoluto
Che Mikel Arteta sia cresciuto alla scuola di Pep Guardiola è un dato acquisito. L’esperienza al Manchester City ha fornito all’allenatore spagnolo una base metodologica che, una volta arrivato all’Arsenal, è stata rielaborata e ampliata. Il risultato è un calcio che non si limita al dominio del possesso o alle trame manovrate, ma che estende il controllo anche alle situazioni da fermo.
Negli ultimi due anni, il lavoro dello staff londinese ha spostato l’asticella: ogni palla inattiva viene trattata come una fase offensiva a sé, studiata nei minimi dettagli. Il messaggio è chiaro: concedere un corner o una punizione ai Gunners equivale a esporsi a un rischio concreto.
Calci piazzati, la master class dell’Arsenal
La svolta è arrivata già nella passata stagione, quando l’Arsenal ha investito su figure specializzate nella preparazione dei calci da fermo. Una scelta che ha pagato dividendi immediati, con una produzione offensiva costante da corner e punizioni. In questa annata il processo è stato ulteriormente raffinato, inserendo nello staff anche un profilo dedicato alle rimesse laterali lunghe, trasformate in vere e proprie azioni d’attacco.
I numeri certificano l’impatto del lavoro: 18 gol da palla inattiva tra campionato e coppe. Un dato che racconta meglio di qualsiasi analisi quanto l’Arsenal abbia fatto delle situazioni statiche un pilastro del proprio rendimento.
Inter, segnali di calo e campanello d’allarme
Il confronto con l’Inter apre una riflessione opposta. Nella scorsa stagione i nerazzurri erano riusciti a limitare l’efficacia dei Gunners grazie a una preparazione mirata e a una solidità aerea dominante. In questa annata, però, qualcosa è cambiato. I gol segnati da corner e punizioni sono scesi a quota 9, un dato che segnala un calo di incisività nelle due aree.
Il campanello d’allarme è suonato in Europa, quando un episodio nei minuti finali contro l’Atletico Madrid ha punito una disattenzione da calcio d’angolo. Un dettaglio che, contro squadre come l’Arsenal, rischia di diventare decisivo.
La chiave della sfida: non concedere occasioni dalla bandierina
Contro una squadra che ha fatto dei calci piazzati una scienza applicata, l’Inter è chiamata a risposte immediate. Ridurre i falli inutili, difendere con ordine sulle seconde palle e recuperare presenza fisica in area diventa una priorità strategica. Arteta ha portato il “calcio totale” anche nelle situazioni statiche: ora spetta agli avversari dimostrare di saperlo disinnescare.
