Senza capitan Lautaro, l’Inter ha dovuto riscoprire le proprie certezze nel momento più delicato e decisivo della stagione. Nel rush finale verso lo Scudetto, accanto alla consueta qualità di Federico Dimarco, si è imposto con crescente autorità un protagonista altrettanto determinante: Marcus Thuram.
Talvolta oggetto di critiche per l’incostanza del rendimento, la punta francese ha saputo accendersi nel momento in cui il peso delle responsabilità si è fatto più gravoso, trascinando i nerazzurri con prestazioni di sostanza verso il traguardo.
La stagione di Thuram
Contro il Torino è arrivata la 17a marcatura stagionale del Tikus. Un bottino così suddiviso: 12 in Serie A, 2 in Champions League, 2 in Coppa Italia e 1 in Supercoppa, reti fondamentali nel percorso verso l’obiettivo primario dell’Inter.
Dopo una prima parte di campionato caratterizzata da alti e bassi, nel decisivo segmento primaverile il francese ha vissuto una netta crescita di rendimento, come dimostra la striscia di 4 partite consecutive a segno, con 5 centri complessivi.
Con Lautaro Martínez ai box, la leadership di Thuram si è trasformata in una preziosa fonte di ossigeno, indispensabile per sostenere il passo nel tratto conclusivo della corsa al tricolore.
I numeri e il record stagionale di Thuram
A dissipare ogni perplessità circa l’altalena delle sue prestazioni sono i numeri, raramenti inclini all’interpretazione. Escluso il capocannoniere Lautaro, il francese oggi è il secondo principale terminale offensivo della Serie A, a quota 12 reti, al pari della coppia comasca Paz–Douvikas.
Inoltre, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, Marcus è a un solo gol dal proprio miglior score stagionale in nerazzurro: con ancora 5 match da giocare, il primato personale appare ampiamente alla sua portata.
Elemento di particolare rilievo è la crescita nel gioco aereo: ben 7 delle sue marcature sono arrivate di testa. Un dato che acquista ulteriore valore se si considera che tale fondamentale non è mai rientrato tra le sue doti più spiccate.
Proprio contro i granata, nella gara di andata, dopo un gol di testa, arrivò anche un’esultanza ironica, a risposta delle “provocazioni” del padre Lilian, che lo punzecchiava sullo scarso feeling con la testa.