L’Inter non ci sta e reagisce con fermezza al polverone mediatico e giudiziario che sta scuotendo il mondo arbitrale nelle ultime ore. Come riportato nell’edizione odierna del Corriere della Sera, l’amministratore delegato Giuseppe Marotta starebbe manifestando un profondo stato di fastidio e amarezza, specialmente dopo che il nome di Alessandro Bastoni è stato nuovamente trascinato al centro delle polemiche. Dal quartier generale di Viale della Liberazione trapela un sentimento di totale incredulità: la dirigenza è convinta della propria assoluta correttezza e respinge con forza ogni accostamento a presunti favoritismi.
Al contrario, i vertici nerazzurri rivendicano con orgoglio il percorso sportivo che ha portato il club a conquistare tre degli ultimi sei campionati, sottolineando come, proprio nelle partite più delicate della stagione, la squadra abbia spesso dovuto fare i conti con torti arbitrali pesanti. La memoria torna inevitabilmente al finale dello scorso torneo, segnato dalle vibranti proteste di Simone Inzaghi per episodi che avrebbero potuto cambiare l’inerzia della lotta al vertice. Ora, di fronte a un’inchiesta che appare sempre più come il riflesso di una lotta di potere interna all’Associazione Arbitri o di un conflitto politico volto al commissariamento della Federcalcio, l’Inter pretende trasparenza assoluta.
Il coinvolgimento della squadra campione d’Italia in carica ha un peso politico e d’immagine considerevole, ma il club sembra intenzionato a non farsi distrarre mentre attende la matematica certezza dello Scudetto. La linea dettata da Marotta è chiara: tutelare il brand e i propri tesserati in ogni sede. “È nell’interesse di tutti che venga fatta chiarezza”, trapela dall’ambiente interista, dove si attende che l’indagine faccia il suo corso per sgombrare il campo da ombre che rischiano di inquinare la regolarità di un cammino sportivo dominato sul campo. Il club, intanto, si compatta attorno ai suoi pilastri, pronto a difendere l’integrità di una società che si ritiene parte lesa in un sistema comunicativo e istituzionale sotto assedio.