San Siro chiama alla rimonta: l’Inter di Chivu sfida il fantasma Bodo per il pass europeo

I nerazzurri devono ribaltare il 3-1 dell'andata per evitare una clamorosa eliminazione: senza Lautaro, il peso dell'attacco ricade su Thuram e il giovane Esposito.

Redazione
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L’Inter di Cristian Chivu, indiscussa dominatrice della Serie A, si trova improvvisamente dinanzi al primo vero bivio della stagione europea. Il 3-1 incassato sul sintetico norvegese ha fatto risuonare un campanello d’allarme che obbliga il sodalizio nerazzurro a una notte di assoluta perfezione tattica e atletica nella cornice di San Siro. Per staccare il pass per gli ottavi di finale ed evitare un declassamento che avrebbe del clamoroso, i nerazzurri devono imporsi con tre gol di scarto. Una vittoria con due reti di margine (come un 2-0 o un 3-1) porterebbe la contesa ai tempi supplementari, prolungando una sofferenza che il pubblico milanese spera di esorcizzare nei novanta minuti regolamentari. In palio non c’è solo la gloria continentale, ma la possibilità di affrontare una tra Manchester City e Sporting Lisbona nel sorteggio di venerdì 27 febbraio.

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Emergenza offensiva: l’assenza del Capitano e il jolly Esposito

Il piano di rimonta nerazzurro deve fare i conti con un’infermeria che condiziona pesantemente le scelte di Chivu. Il forfait più pesante è quello di Lautaro Martinez, ancora ai box dopo il trauma subito nel match d’andata. Senza il proprio leader carismatico, il peso del reparto avanzato sarà sostenuto da Marcus Thuram, chiamato a una prestazione di sacrificio e sostanza. Al suo fianco, la gerarchia vede in vantaggio il giovane Francesco Pio Esposito, sebbene resti viva l’opzione Bonny come carta da spendere a gara in corso. «Sappiamo di dover scalare una montagna, ma questo gruppo ha dimostrato di saper reagire nelle difficoltà e San Siro sarà la nostra spinta supplementare», trapela dagli ambienti di Appiano Gentile, dove la tensione è palpabile.

Centrocampo e corsie: le scelte obbligate del “Piano Chivu”

Nonostante i rientri in gruppo di Denzel Dumfries e Hakan Calhanoglu, lo staff tecnico ha optato per la linea della prudenza: i due senatori non sono ancora pronti per una maglia da titolare in un match che richiederà intensità massimale. La regia sarà dunque affidata a Piotr Zielinski, coadiuvato dall’esperienza di Mkhitaryan — favorito nel ballottaggio con Sucic — e dal dinamismo di Nicolò Barella. Sulle corsie esterne, spazio a Luis Henrique a destra e all’inamovibile Federico Dimarco a sinistra, quest’ultimo incaricato di innescare le punte con i suoi cross calibrati. La retroguardia, guidata da Akanji, dovrà essere impermeabile alle ripartenze norvegesi, evitando quel gol fuori casa che renderebbe la missione quasi impossibile.

Il Bodo/Glimt non cambia: il tridente di Knutsen per l’impresa

Il Bodo/Glimt approda a Milano forte del doppio vantaggio e con l’intenzione di non snaturare l’identità che ha messo in crisi l’Inter la scorsa settimana. Il tecnico Kjetil Knutsen confermerà con ogni probabilità l’undici vittorioso all’andata, affidandosi a un 4-3-3 aggressivo e veloce. Gli occhi sono puntati soprattutto sull’ex milanista Jens Petter Hauge, autore di una prova maiuscola in Norvegia e desideroso di lasciare il segno nel suo vecchio stadio. Accanto a lui, Blomberg e Hogh completeranno un tridente che ha già dimostrato di poter far male alla difesa nerazzurra negli spazi aperti.

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