L’Inter stacca il pass per le semifinali di Coppa Italia superando il Torino a San Siro, in un match che ha premiato il coraggio di una formazione profondamente rinnovata e la solidità del progetto tecnico nerazzurro. Sotto lo sguardo attento della dirigenza, i padroni di casa sono riusciti a imporsi grazie alle reti di Bonny e Diouf, gestendo il forcing finale granata e dimostrando una profondità di organico che va oltre i titolarissimi. Il successo non solo garantisce la prosecuzione del cammino nel torneo nazionale, ma certifica la bontà del lavoro svolto in sinergia con il settore giovanile e la formazione Under 23, da cui sono stati attinti elementi rivelatisi decisivi per intensità e tenuta atletica.
Il fattore turnover e la risposta dei giovani
Al termine della sfida, come riportato dai canali ufficiali e nelle interviste post-gara raccolte in zona mista, l’allenatore Cristian Chivu ha rivendicato con orgoglio le decisioni prese alla vigilia, sottolineando come la rotazione dei calciatori non sia stata un rischio calcolato, ma una necessità legata alla gestione delle risorse fisiche. Il tecnico romeno ha preferito non dare giudizi numerici sulla prova dei singoli, glissando con una battuta: «Un voto all’Inter? Io non do voti perché non sono giornalista e non faccio il fantacalcio. Sono contento per la prestazione: abbiamo messo le energie giuste. Poi ci sta che nel finale soffri un po’ perché esce l’orgoglio dell’avversario. Sono felice per il passaggio del turno».
La nota più lieta per la dirigenza di Viale della Liberazione arriva però dalla spinta delle nuove leve. Le prestazioni di Kamate, apparso dominante sulla corsia di destra, e di Cocchi hanno confermato la validità della filiera interna. Chivu ha infatti voluto estendere i meriti della vittoria a chi lavora nell’ombra per preparare i talenti del futuro: «Voglio fare i complimenti a Cocchi e Kamate, ma in generale faccio i complimenti a Stefano Vecchi e tutti quelli che stanno lavorando con l’under 23. Oggi hanno dimostrato di essere utili anche a noi».
Equilibrio tattico e prospettive stagionali
Il tema del mercato, conclusosi senza nuovi innesti per il club milanese, non sembra turbare la serenità dello spogliatoio. Nonostante le richieste iniziali, il tecnico ha mostrato un approccio pragmatico, accettando la realtà di una sessione invernale complessa e rinnovando la fiducia nel blocco attuale. Il focus resta esclusivamente sul campo, con un calendario che si preannuncia infuocato tra gli impegni di campionato e la doppia sfida di semifinale che attende i nerazzurri.
«Un allenatore e una squadra possono sempre migliorare, a prescindere dal mercato fatto o non fatto. Si parla spesso di quello che ci servirebbe ma noi abbiamo un gruppo valido, una società che ha provato fino in fondo a fare quello che avevo richiesto. Poi purtroppo il mercato è sempre bastardo», ha ammesso l’allenatore interista, guardando già ai prossimi ostacoli, tra cui l’imminente derby di campionato. L’imperativo è mantenere i piedi per terra e trasformare la pressione in energia positiva: «Non dobbiamo avere ossessioni perché le ossessioni portano delusioni: dobbiamo lavorare sodo per farci trovare pronti».