Il Giudice Sportivo ha inflitto un’ammenda di 50.000 euro e una diffida ufficiale all’Inter nella giornata di oggi, mercoledì 4 febbraio, a seguito del grave ferimento del portiere della Cremonese, Emil Audero, colpito da un petardo durante l’ultimo match di campionato. La sanzione, che rappresenta il tetto massimo previsto dal Codice di Giustizia Sportiva per questa tipologia di illeciti, arriva a stretto giro dopo il provvedimento del Viminale che ha già blindato il settore ospiti nerazzurro, vietando le trasferte della tifoseria fino al prossimo 23 marzo.
La ricostruzione e il rischio stangata
Il verdetto ruota attorno ai concitati momenti della ripresa, quando la tensione sugli spalti è sfociata in un atto di violenza gratuita. Secondo quanto riportato nel comunicato ufficiale diffuso dalla Lega Serie A, al terzo minuto del secondo tempo il lancio di materiale pirotecnico dal settore occupato dai sostenitori interisti ha causato «lo scoppio di un petardo lanciato nei pressi di un calciatore della squadra avversaria», provocando il «momentaneo stordimento del medesimo» e costringendo il direttore di gara a sospendere il gioco per circa tre minuti.
L’entità della multa, pur essendo la massima applicabile, è stata mitigata da alcuni fattori decisivi che hanno evitato alla società di Viale della Liberazione la chiusura immediata di interi settori di San Siro. Il Giudice Sportivo ha infatti inteso «adeguatamente valorizzare, in senso attenuante, il comportamento disponibile e collaborativo della Società ai fini della quasi immediata identificazione dei responsabili dell’accaduto», riconoscendo inoltre la netta e fattiva dissociazione manifestata dai calciatori di Simone Inzaghi direttamente sul terreno di gioco.
La scure della diffida specifica
Nonostante le attenuanti abbiano evitato il pugno di ferro immediato, la posizione dell’Inter resta estremamente delicata. La diffida specifica inserita nel provvedimento agisce come una sorta di ultima chiamata: il club si trova ora sotto osservazione speciale e ogni minimo passo falso potrebbe innescare sanzioni drastiche. In caso di recidiva e di nuovi rischi per l’incolumità dei tesserati o degli ufficiali di gara, il Giudice Sportivo ha già avvertito che verranno applicate misure che spaziano dall’obbligo di disputare gare con settori privi di spettatori fino alla disputa di match a porte chiuse o alla squalifica del campo per un periodo che può estendersi fino a due anni.
L’ambiente nerazzurro si trova dunque a gestire un’emergenza che travalica l’aspetto tecnico-sportivo, con una tifoseria già colpita dalle restrizioni governative e una società chiamata a un controllo ancora più rigoroso per evitare che il comportamento di pochi isolati possa compromettere la stagione della squadra e il futuro accesso dei sostenitori allo stadio.