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Inter, Chivu guarda all’Arsenal: scelte fatte per la notte Champions

Il tecnico considera la sfida del Meazza uno snodo europeo: Darmian verso il rientro da titolare

3 min di lettura

Per Cristian Chivu non è una partita come le altre. La sfida di Champions League contro l’Arsenal, al Meazza, viene letta internamente come un bivio stagionale, uno di quegli appuntamenti che indirizzano il percorso europeo più delle parole e delle proiezioni. Le scelte, infatti, sono già state prese. I veri dubbi, semmai, sono rimandati al campionato.

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La notte europea come priorità assoluta

L’Inter arriva all’incrocio con l’Arsenal con un’idea precisa: non snaturarsi, ma nemmeno rischiare. In porta ci sarà Yann Sommer, mentre la linea difensiva sarà costruita sull’esperienza. Francesco Acerbi guiderà il reparto centrale, affiancato da Manuel Akanji e Alessandro Bastoni. Una difesa pensata per reggere intensità, uno contro uno e letture preventive. Sulla corsia sinistra spazio a Federico Dimarco, mentre il centrocampo sarà affidato a un terzetto di garanzia: Henrikh Mkhitaryan, Piotr Zieliński e Nicolò Barella. Davanti, il riferimento resta Lautaro Martínez, con Marcus Thuram in vantaggio per affiancarlo.

Il nodo della fascia destra

Come spesso accade, la vera riflessione riguarda la corsia destra. L’assenza di Dumfries restringe le opzioni. Luis Henrique resta un’opzione, ma non convince del tutto per questo tipo di partita, soprattutto contro una squadra che vive di ritmo e ampiezza come l’Arsenal. Ed è qui che entra in scena Matteo Darmian. Recuperato sul piano fisico, l’esterno è pronto a rientrare gradualmente. L’idea è chiara: minuti contro l’Udinese, poi maglia da titolare in Champions. Una gestione chirurgica, che racconta quanto Chivu consideri questa partita un punto fermo della stagione.

Un precedente che pesa

C’è anche un dettaglio che rafforza questa scelta. L’ultima volta che Darmian ha affrontato l’Arsenal al Meazza, ha giocato 90 minuti. Era il 26 novembre 2024. L’Inter vinse 1-0, in una gara compatta, di sacrificio, controllo e attenzione maniacale agli equilibri. Non è nostalgia, è memoria tecnica. Chivu sa cosa chiede l’Europa e sa quali uomini rispondono meglio sotto quel tipo di pressione.

Udine come passaggio, Arsenal come obiettivo

La sensazione è netta: Udine è una tappa, l’Arsenal è il traguardo immediato. Per questo le rotazioni verranno calibrate, i rientri dosati, le scelte ponderate. L’Inter non può permettersi di arrivare corta alla notte europea. Perché il cammino in Champions, a volte, non dipende da una classifica o da un sorteggio. Dipende da una sera al Meazza e da chi scende in campo con la testa giusta.

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