Petardo ad Audero, Afeltra chiarisce: “Niente sconfitta né penalizzazione”

L’esperto di diritto sportivo spiega il regolamento: possibili multa, settori chiusi o stop alle trasferte per i tifosi dell’Inter

Redazione
3 min di lettura

L’Inter non rischia né la sconfitta a tavolino né una penalizzazione in classifica per quanto accaduto durante Cremonese-Inter, nonostante la gravità del gesto che ha coinvolto Emil Audero. A chiarire il quadro regolamentare è Roberto Afeltra, avvocato ed esperto di diritto sportivo, intervenuto su Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, mentre si attende il verdetto del Giudice Sportivo.

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Audero e il criterio decisivo del regolamento

Secondo Afeltra, l’elemento chiave è uno solo: Audero ha potuto continuare a giocare.
«Il petardo non ha colpito l’atleta, anche se ha creato un immediato danno. Il fatto che l’atleta sia riuscito a proseguire e a concludere la partita esclude l’applicazione della sanzione massima», ha spiegato il legale.

Nel codice di giustizia sportiva, infatti, la sanzione più pesante scatta solo nel caso in cui il calciatore colpito sia costretto ad abbandonare il terreno di gioco, temporaneamente o definitivamente. Non essendo accaduto, l’esito della gara resta intatto.

Nessuna penalizzazione, escluse misure sportive estreme

Afeltra è stato netto anche sul fronte delle sanzioni sportive dirette:
«No, non è prevista» una penalizzazione di punti per l’Inter.

E ha aggiunto:
«Non sono abituato a fare previsioni ma la sanzione che potrà ricevere la società può andare dalla chiusura di un settore dello stadio per un determinato periodo oppure giocare una gara a porte chiuse. Oltre questo non si dovrebbe andare».

Parole che riducono drasticamente il perimetro delle ipotesi circolate nelle ore successive all’episodio, escludendo scenari come partite perse a tavolino o interventi sul piano della classifica.

Le sanzioni possibili: multa e settori chiusi

Il fronte più concreto resta quello disciplinare e amministrativo. Le opzioni previste dal regolamento comprendono:

  • una multa molto elevata per la società;
  • la chiusura di un settore dello stadio, anche per più gare;
  • una partita a porte chiuse, se ritenuto necessario;
  • il divieto di trasferta per i tifosi nerazzurri, ipotesi che non viene esclusa.

«Bisognerà vedere quale sarà la sanzione tra la multa, la chiusura di un settore, disputare a porte chiuse una o più gare o chiudere più parti dello stadio», ha precisato Afeltra.

Il confine che avrebbe cambiato tutto

Il legale ha chiarito anche lo scenario alternativo che avrebbe aperto a conseguenze molto più pesanti:
«Se il portiere avesse dovuto abbandonare il campo parzialmente o definitivamente, ci poteva essere il rischio di applicazione della perdita della gara».

È questo il confine regolamentare che, nel caso di Cremona, non è stato superato.

Ora la parola passa ufficialmente al Giudice Sportivo, chiamato a definire entità e tempistiche delle sanzioni. La certezza, però, è già acquisita: l’Inter non pagherà sul piano sportivo, ma l’episodio non resterà impunito sul fronte disciplinare.

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