José Mourinho non è più l’allenatore del Fenerbahce. A comunicarlo è stato lo stesso club turco con una nota ufficiale che ha sancito la separazione consensuale dopo una sola stagione. Un divorzio che ha fatto rumore, non solo a Istanbul, ma anche in Italia, soprattutto sulla sponda nerazzurra, dove il nome dello Special One evoca ricordi scolpiti nella storia.
Il bilancio del suo anno in Turchia parla di 62 partite, con 37 vittorie, 14 pareggi e 11 sconfitte. Numeri importanti ma vanificati dall’assenza di trofei: il mancato titolo in patria e l’eliminazione ai playoff di Champions League hanno segnato il fallimento di un progetto che non è mai decollato davvero. A complicare il quadro, anche alcune dichiarazioni pubbliche del portoghese, che avrebbero incrinato i rapporti con la dirigenza.
L’ombra lunga dello Special One sull’Inter
Se l’Inter non è direttamente coinvolta nella vicenda, è inevitabile che ogni passo di Mourinho faccia vibrare la memoria dei tifosi nerazzurri. Il Triplete del 2010 resta il simbolo di un’epoca irripetibile, con lo Special One al centro di una squadra capace di dominare in Italia e in Europa. Il suo addio al Fenerbahce ha riportato in superficie emozioni, affetto e nostalgia: Mourinho, per l’Inter, non è mai stato solo un allenatore.
Oggi i nerazzurri guardano avanti con Cristian Chivu e un progetto tecnico tutto da costruire, ma il mito del tecnico di Setúbal rimane intatto. Non a caso, il suo futuro alimenta ipotesi e suggestioni: c’è chi lo vede proiettato verso l’Arabia Saudita, chi immagina un ritorno in Italia, magari in un ruolo dirigenziale, e chi non smette di sognare un nuovo capitolo sulla panchina di un grande club europeo.
Il comunicato del club
«Ci siamo separati da José Mourinho, allenatore della nostra squadra di calcio professionistica dalla stagione 2024-2025. Lo ringraziamo per l’impegno profuso per la nostra squadra e gli auguriamo successo nella sua futura carriera», recita la nota ufficiale del Fenerbahce.