L’Inter di Cristian Chivu non si ferma più e, dopo la parentesi amara in Champions contro il Bodo/Glimt, riprende la propria marcia trionfale in campionato espugnando il campo del Lecce per 0-2. Un successo maturato nella ripresa grazie alla profondità di una rosa che si conferma illegale per la Serie A: sono stati infatti i “panchinari” di lusso, Henrikh Mkhitaryan e Manuel Akanji, a scardinare il muro eretto da un Lecce coraggioso ma infine capitolato sotto i colpi della capolista. Con questa vittoria, i nerazzurri volano a 64 punti, consolidando il primato e portandosi a un rassicurante +10 sul Milan, impegnato oggi nella sfida contro il Parma.
La mossa di Chivu: i cambi decidono la sfida
Il primo tempo al Via del Mare aveva restituito l’immagine di un’Inter padrona del palleggio ma poco incisiva negli ultimi sedici metri, complice anche la giornata opaca di Marcus Thuram (Voto: 5,5), apparso lontano dalla sua miglior condizione. La svolta è arrivata intorno all’ora di gioco, quando Chivu ha rimescolato le carte attingendo dalla panchina. Al 75′, è stato il neo-entrato Mkhitaryan a sbloccare l’impasse, ribadendo in rete un cross deviato del solito, inesauribile Federico Dimarco (Voto: 7). Sette minuti più tardi, è toccato a Manuel Akanji chiudere i conti con un colpo di testa imperioso su sviluppo di corner, certificando la superiorità aerea e tattica del sodalizio nerazzurro.
Zielinski nuovo perno, Bastoni vede il derby
Tra le note liete della serata salentina spicca la prestazione di Piotr Zielinski (Voto: 6,5). Il polacco ha agito da vero e proprio metronomo, non facendo rimpiangere Calhanoglu e dettando i tempi della manovra con autorevolezza e precisione chirurgica. In difesa, Alessandro Bastoni ha gestito con estrema calma la pioggia di fischi riservatagli dal pubblico locale; il cartellino giallo rimediato nel finale non comprometterà la sua presenza nel prossimo, attesissimo derby, regalando al difensore il “pass” disciplinare necessario. Meno brillante invece Davide Frattesi (Voto: 5,5), apparso a tratti fuori dal coro e ancora alla ricerca della giusta fluidità per imporsi come titolare inamovibile.