C’è una differenza sottile, ma decisiva, tra segnare tanto e segnare quando conta davvero. Lautaro Martínez vive esattamente su questa linea. I numeri certificano una stagione solida, da leader tecnico e realizzativo. I gol non sono pochi, anzi. A mancare, fin qui, è l’impatto nelle partite che pesano di più. Ed è su questo che oggi si concentra il dibattito attorno al capitano dell’Inter.
I numeri di Lautaro Martínez ad oggi
Come evidenziato dalla Gazzetta dello Sport, i numeri confermano che Lautaro Martínez segna con continuità. È nei big match, però, che finora manca ancora qualcosa. I dati parlano chiaro: 14 gol in 25 partite, 4 assist e una media superiore a una rete ogni due gare. Non è un problema di quantità. È una questione di peso specifico. Nelle sfide decisive il Toro non si è ancora acceso.
Basta osservare le avversarie colpite in questa stagione. Lautaro ha segnato contro Torino, Cagliari, Cremonese, Lazio, Pisa, Como, Genoa, Atalanta e Bologna. In Champions League è andato a bersaglio contro Slavia Praga, Kairat e Saint-Gilloise. La produzione offensiva, dunque, è costante. Il tema è un altro: il contesto. Quando il livello dell’avversario si alza, il tabellino smette di muoversi.
Il tabù delle grandi e il caso Napoli
In Serie A, contro Napoli, Milan, Juventus e Roma, Lautaro è rimasto a secco. Contro gli azzurri di mister Conte, in particolare, il digiuno in campionato dura da 9 partite: l’ultima rete risale alla stagione 2021-22. L’unica eccezione recente è la finale di Supercoppa del gennaio 2024, decisa da un suo guizzo al novantesimo. Se si guarda all’ultima stagione e mezza, il quadro si fa ancora più netto: nessun gol né ai bianconeri né ai rossoneri.
Nell’ultimo big match a San Siro, l’Inter ha trovato il vantaggio solo grazie all’assist di Thuram per Dimarco. Lautaro ha lavorato per la squadra, ma senza lasciare il segno. Gli 87 minuti contro il Napoli raccontano una gara di sacrificio: 8 passaggi riusciti, 2 sponde, 15 duelli, 15 palloni persi. Presenza costante, soprattutto nel primo tempo. Meno incisività quando serviva l’episodio.
Chivu non è preoccupato. 6 gol nelle ultime 8 gare di campionato e la vetta della classifica marcatori restano segnali forti. E Lautaro ha già dimostrato di saper reagire: dopo il derby perso, 5 reti consecutive. Il punto, però, resta. Non riguarda il valore del giocatore. Riguarda il palcoscenico. Quando i big match torneranno a essere la dimensione naturale del Toro?
