La prima stagione di Petar Sucic con la maglia dell’Inter si è chiusa con un bilancio complessivo di 54 presenze, 4 gol e 5 assist, confermando l’ottimo impatto del centrocampista croato nelle rotazioni della squadra guidata da Cristian Chivu tra competizioni nazionali e internazionali. Come analizzato nell’approfondimento giornalistico pubblicato dal portale specializzato L’Interista, il percorso del giovane talento è iniziato ufficialmente un anno fa sul prestigioso palcoscenico del Mondiale per Club negli Stati Uniti, contesto nel quale ha collezionato le sue prime 4 apparizioni ufficiali in maglia nerazzurra. Il rendimento espresso dal calciatore assume un valore specifico ancora più rilevante se si considera il fisiologico periodo di adattamento richiesto a chi si trasferisce da un torneo differente per misurarsi con le pressioni e le aspettative di un club d’élite europeo.
Il centrocampista croato ha dimostrato sul rettangolo verde di possedere una maturità e una forza mentale nettamente superiori rispetto alla media dei suoi pari età. Guardandolo giocare e gestire i ritmi della manovra, la fluidità delle sue giocate e la precisione nel controllo del pallone fanno quasi dimenticare che si tratti di un ragazzo di soli 22 anni. Dal punto di vista tattico, l’ex giocatore della Dinamo Zagabria si è consacrato come uno dei profili più interessanti e completi del panorama calcistico continentale in un ruolo nevralgico del campo, grazie a una spiccata duttilità che gli permette di agire con la medesima efficacia e intelligenza sia nella posizione di playmaker davanti alla difesa sia in quella di mezzala d’inserimento.
L’evoluzione calcistica del mediano certifica l’efficacia della strategia di mercato lungimirante pianificata dalla dirigenza interista, capace di muoversi con circa diciotto mesi di anticipo rispetto alla concorrenza internazionale. Il presidente Beppe Marotta e il direttore sportivo Piero Ausilio avevano infatti bloccato il cartellino del giocatore quando militava ancora nella Dinamo Zagabria, investendo una cifra pari a 15 milioni di euro ed evitando così che il prezzo potesse lievitare a causa di possibili aste di mercato. Con un valore attuale in forte crescita e ampi margini di miglioramento strutturale ancora da esplorare, il prossimo impegno nei Mondiali con la maglia della Croazia rappresenta per il numero nerazzurro l’occasione ideale per compiere il definitivo salto di qualità internazionale.