Nel calcio moderno il minutaggio non è più l’unico metro per misurare l’importanza di un giocatore. Conta come lo utilizzi, quando lo responsabilizzi e quanto incide nei momenti che pesano. In casa Inter, Piotr Zielinski sta rispondendo a tutte e tre le domande. E lo sta facendo nel modo migliore: sul campo.
Zielinski, continuità ritrovata e centralità tecnica
Le ultime uscite hanno chiarito un punto: Zielinski non è una semplice alternativa, ma una risorsa strutturale del centrocampo nerazzurro. I numeri aiutano a inquadrare il percorso, ma non raccontano tutto. Sedici presenze in Serie A, 2 gol e 1 assist, con 678 minuti giocati: meno rispetto alla passata stagione, ma con un impatto decisamente più pulito e costante. La differenza, rispetto a un anno fa, non è solo fisica. È soprattutto gestionale. Dopo stagioni condizionate dagli infortuni e da un ruolo percepito come marginale, il polacco ha ritrovato continuità, fiducia e libertà di interpretazione.
Una frecciata che dice molto
Non è passata inosservata la sua dichiarazione post Atalanta-Inter, quando Zielinski ha lasciato intendere di essersi sentito in terza fila nelle gerarchie del precedente corso tecnico. Un riferimento diretto a Simone Inzaghi, più che una polemica, è sembrato uno sfogo lucido. Con Cristian Chivu, lo scenario è cambiato. Coinvolgimento diffuso, rotazioni reali, fiducia estesa a tutta la rosa. In questo contesto, Zielinski ha trovato il suo spazio naturale, senza dover forzare nulla.
Mezz’ala, regista, soluzione trasversale
Le prestazioni recenti hanno convinto Chivu a insistere su di lui anche da titolare, persino al rientro di Hakan Çalhanoğlu. Zielinski ha dimostrato di poter reggere la mediana con ordine, pulizia tecnica e verticalizzazioni intelligenti, senza far rimpiangere l’assenza del turco.
Il gol da fuori area contro il Bologna è stato il simbolo di questo momento: fiducia, tempi giusti, qualità nella scelta. Una giocata che certifica uno stato di forma pieno e una presenza sempre più influente nella costruzione del gioco. Non a caso, Chivu ha preferito sacrificare Mkhitaryan, apparso meno brillante, pur di mantenere il polacco al centro del progetto tattico.
Calhanoglu si ferma, Zielinski prende il timone
Il nuovo stop muscolare di Çalhanoğlu – circa 10-15 giorni di assenza – riapre uno scenario già visto. Ma senza emergenze. Zielinski è pronto a riprendersi la regia, a partire dal recupero di campionato contro il Lecce. Non è più una soluzione tampone. È una scelta consapevole. L’Inter sa di poter contare su un centrocampista che ha ritrovato continuità fisica e centralità mentale, due elementi che spesso fanno la differenza più del talento puro.
