Udine come banco di prova, ma anche come cartina di tornasole per capire che Inter sta nascendo davvero. La trasferta del Bluenergy Stadium non è solo una tappa di calendario: è il momento in cui Inter può provare a consolidare il primato e, allo stesso tempo, definire gerarchie offensive che fino a pochi giorni fa sembravano scontate. Una certezza c’è, ed è anche la più pesante: Lautaro Martínez tornerà a guidare l’attacco. Dopo il lungo riposo nel recupero vinto con fatica contro il Lecce, il capitano è pronto a riprendersi il centro della scena. Il vero tema, però, è chi gli giocherà accanto.
Lautaro al centro del progetto
La gestione dell’ultima gara non è stata casuale. Chivu ha scelto di preservare Lautaro, lasciandolo fuori per oltre settanta minuti, segnale chiaro in vista di Udine. Il messaggio è netto: il capitano resta il riferimento assoluto, soprattutto quando il margine di errore si riduce e servono leadership e concretezza. Accanto a lui, però, lo scenario è più fluido che mai.
Pio Esposito, l’inerzia dalla sua parte
Il nome che rimbalza con più forza nelle ultime ore è quello di Pio Esposito. Il gol che ha deciso la sfida con il Lecce non è stato solo pesante per la classifica, ma anche rivelatore per l’impatto avuto dal giovane attaccante. Entrato con fame, personalità e lucidità, ha cambiato la partita senza sembrare fuori contesto. Chivu lo sa bene: premiare chi incide è una regola non scritta dello spogliatoio. Per questo l’ipotesi di vederlo dall’inizio accanto a Lautaro non è più una suggestione, ma una possibilità concreta.
L’opzione francese resta sul tavolo
Sul fondo, però, non scompaiono le alternative. La coppia formata da Marcus Thuram e Bonny resta una soluzione credibile, anche se l’ultima uscita ha lasciato più ombre che luci. Contro il Lecce l’intesa è sembrata appannata, complice anche la fatica accumulata nei giorni precedenti, in particolare dopo lo scontro diretto con il Napoli. Bonny aveva iniziato bene, Thuram meno brillante del solito. Poi, con il passare dei minuti, la coppia si è spenta, aprendo di fatto la porta alle riflessioni attuali. L’idea che prende quota è chiara: invertire l’ordine delle gerarchie, affidandosi a Lautaro e Pio dall’inizio, per poi sfruttare la freschezza e la fisicità dei francesi a partita in corso.
Una scelta che racconta una filosofia
Qualunque sarà la decisione finale di Cristian Chivu, il segnale è evidente: nessun posto è garantito, nemmeno in attacco. Chi incide gioca, chi fatica aspetta. È una logica semplice, ma spesso decisiva nelle stagioni che contano. A Udine l’Inter non cerca solo tre punti. Cerca conferme, risposte e magari una nuova certezza offensiva. E questa volta, più che i nomi, conterà l’impatto.
