Nella serata di oggi, domenica 5 aprile 2026, l’Inter ha travolto la Roma con un perentorio 5-2, consolidando un primato in classifica che assume ormai i contorni di una fuga definitiva. Il sodalizio guidato da Christian Chivu ha fornito una prova di forza impressionante sul prato di San Siro, portandosi momentaneamente a +9 sul Milan, atteso domani dall’insidiosa trasferta di Napoli. Il match, valevole per la trentesima giornata di Serie A, è stato segnato dalla doppietta di Lautaro Martinez e dalla gestione magistrale dei ritmi di gioco, in una congiuntura stagionale che vede i nerazzurri in uno stato di grazia atletica e mentale.
L’uragano Lautaro e il cinismo tattico di Chivu
L’avvio della contesa ha ricalcato il più classico dei monologhi tattici, con il “Toro” Martinez capace di sbloccare il risultato dopo soli sessanta secondi di gioco. L’azione, propiziata da un’accelerazione bruciante di Thuram sulla corsia esterna, ha evidenziato le croniche lacune difensive della compagine giallorossa, con Ndicka e Celik incapaci di arginare il dinamismo della coppia d’attacco interista. Nonostante il momentaneo pareggio firmato da Mancini al 40′, scaturito da una disattenzione corale della retroguardia meneghina, l’Inter non ha smarrito la propria identità, trovando allo scadere della prima frazione un gol balistico di rara bellezza firmato da Hakan Calhanoglu. La conclusione dalla lunga distanza del regista turco ha disegnato una parabola arcuata che ha sorpreso Svilar, ristabilendo le gerarchie proprio prima del rientro negli spogliatoi.
Nella ripresa, l’impasse tattica che la Roma sperava di generare è stata polverizzata in meno di dieci minuti. Al 52′, ancora Lautaro ha capitalizzato un recupero palla di Thuram, finalizzando con un pallonetto millimetrico che ha scavalcato l’estremo difensore serbo. Il poker è arrivato poco dopo con lo stesso Thuram, imperioso nello stacco aereo su sviluppo di corner, mentre al 63′ è stato Nicolò Barella a partecipare alla festa del gol, interrompendo un digiuno personale che durava dallo scorso ottobre. La rete finale di Pellegrini al 70′ ha solo mitigato il passivo per una Roma apparsa a tratti frastornata dalla qualità del palleggio nerazzurro e dalla profondità garantita dagli innesti di Bonny e Pio Esposito.
Prospettive e solidità: la marcia verso il titolo
Il successo odierno non rappresenta soltanto una vittoria di prestigio contro una rivale storica, ma certifica la maturità di un gruppo che sa gestire i momenti di pressione con l’autorità della grande favorita. Le rotazioni effettuate da Chivu, che ha concesso la standing ovation a un eccellente Bastoni e minuti preziosi a Mkhitaryan e Sucic, dimostrano come la profondità della rosa sia il vero differenziale di questa annata. Mentre la Roma dovrà interrogarsi sulle amnesie difensive che hanno condizionato la prestazione, l’Inter guarda con serenità al posticipo del lunedì, consapevole che la strada verso il tricolore è ormai tracciata su binari di assoluta solidità.