L’Inter guarda a Udine con una certezza sempre più solida: Pio Esposito non è più soltanto una promessa, ma un fattore reale nello spartito nerazzurro. Il classe 2005 corre per una maglia da titolare nella sfida delle 15:00 contro l’Udinese, forte di un impatto che, partita dopo partita, racconta una maturità fuori scala.
Pio Esposito, il cambio che cambia le partite
Il gol decisivo contro il Lecce non è stato un episodio isolato, ma la sintesi di ciò che Esposito garantisce alla squadra di Cristian Chivu. Quando entra a gara in corso, non sbaglia mai lettura: capisce il momento, interpreta le esigenze e si mette al servizio dei compagni. La prima rete in campionato a San Siro è arrivata al 78’, in una partita che sembrava incagliata sullo 0-0 e che i titolari stavano interpretando con l’atteggiamento sbagliato. Caricarsi la squadra sulle spalle non è un dettaglio per un ragazzo di 19 anni. Avere Pio Esposito in panchina, oggi, è un lusso.
Udine e il ritorno di Luis Henrique
A Udine torna titolare Luis Henrique, e non è una notizia secondaria. Prima di Inter-Lecce arrivava da dieci presenze consecutive dall’inizio, e la gara di mercoledì ha messo in luce una verità scomoda: senza alternative credibili sugli esterni, la squadra perde spinta. Diouf non ha dato garanzie neppure in una partita teoricamente agevole, mentre il recupero di Denzel Dumfries procede con cautela: l’olandese resterà fuori almeno fino a metà febbraio, nello scenario migliore.
Un buco a destra che pesa
Luis Henrique è ormai un titolare di fatto: con lui l’Inter gioca meglio, più alta e più pericolosa. Ma non può giocarle tutte. Matteo Darmian è fermo da tempo e la sua condizione non offre certezze immediate. Il punto è chiaro, senza giri di parole: serve un esterno destro. Subito.
E qui il discorso si fa più ruvido. Siamo al 17 gennaio e non è arrivato alcun rinforzo in fascia. Per Chivu e per una squadra che sta provando a scappare in classifica per la prima volta in stagione, l’assenza di un aiuto dal mercato è un segnale difficile da accettare. Anzi, lo è già. La sensazione che filtra è scomoda: la società non sembra intenzionata a spendere a gennaio per sostenere davvero l’allenatore e il gruppo.
Simboli e responsabilità
Pio Esposito è diventato il simbolo di un’Inter che cresce nonostante tutto. Giovane, affamato, lucido. Ma i simboli non bastano se non vengono accompagnati da scelte coerenti. A Udine servirà concretezza, e forse un’altra risposta del ragazzo. Nel frattempo, però, una domanda resta sospesa: fino a che punto si può chiedere a Chivu e ai suoi di arrangiarsi?
