Era mancata, e si è vista. L'Inter dell'esordio stagionale ha messo in campo un calcio che difficilmente si vede in Italia, tra la perla di Calhanoglu, il gol di Pio Esposito e la prontezza di Zielinski nello sfruttare una disattenzione del portiere del Monza, che ha portato al gol di Bisseck. Senza dimenticare il doppio assist al bacio confezionato da Diouf. Eppure, a guardare bene, la prima di campionato ha rimesso a fuoco un problema che i nerazzurri si trascinano dalla scorsa stagione.
Il mercato giusto nei ruoli giusti
Partiamo da un dato positivo: il mercato estivo dell'Inter, nel complesso, è stato adeguato alle esigenze della squadra. Gli acquisti di Spence e Stones erano necessari, soprattutto perché in quelle due posizioni non esistevano vere alternative, in particolare al centro della difesa. Per settimane, va detto, l'arrivo di un nuovo centrale è rimasto in dubbio: Akanji era stato a lungo considerato la soluzione titolare, complice un budget che il club preferiva destinare ad altri reparti.
Alla fine, però, la soluzione migliore è arrivata comunque. Stones, prelevato a parametro zero, era esattamente il tipo di giocatore che mancava alla rosa. E la dimostrazione, paradossalmente, è arrivata proprio ieri contro il Monza.
Akanji, il problema resta anche senza Stones in campo
L'inglese non ha messo piede in campo. Eppure si può dire con certezza che il suo arrivo fosse necessario, e il motivo è tutto in ciò che si è visto sul rettangolo verde. Akanji ha dato l'ennesima riprova che il ruolo di centrale puro non gli calza. Lo svizzero è un braccetto elegante, veloce, pulito nell'impostazione, ma quando si tratta di difendere in situazioni di forza fisica pura, le difficoltà sono sempre dietro l'angolo.
Lo ha dimostrato, nel concreto, l'azione del gol di Varela: la protezione del pallone dell'attaccante brianzolo gli ha permesso di liberarsi e battere Martinez, in una dinamica che racconta bene i limiti di Akanji contro prime punte fisiche e strutturate. Un episodio isolato, certo, in una serata comunque dominata dai nerazzurri. Ma un episodio che si inserisce in un copione già visto.
Non a caso, l'arrivo di Stones assume oggi un peso diverso: non un semplice rinforzo numerico, ma la soluzione a un limite tecnico che l'Inter porta con sé da mesi, e che nemmeno una vittoria larga come quella di ieri è riuscita a cancellare del tutto.




4–1


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