Nel mosaico che la dirigenza nerazzurra sta componendo per l’inverno, la fascia destra resta una casella da presidiare con attenzione. Non per rifondare, ma per mettere in sicurezza un equilibrio già fragile. In questo senso, il nome di Nahuel Molina non è una suggestione estemporanea, bensì una scelta coerente con la linea tracciata dall’Inter. Il club guarda al mercato con un criterio preciso: intervenire solo se il rinforzo è in grado di incidere subito, senza tempi di adattamento. Molina risponde a questa esigenza in modo quasi didascalico.
Un percorso che parla da solo
La carriera dell’esterno argentino è una progressione continua, mai casuale. La formazione al Boca Juniors, le prime responsabilità tra i professionisti, poi il salto in Europa con l’Udinese, passaggio chiave della sua maturazione. In Friuli Molina non si è limitato a mettersi in mostra: ha imparato a stare dentro le partite, a reggerne il peso tattico e mentale.
Quelle due stagioni in Serie A hanno fatto il resto, spalancandogli le porte dell’Atlético Madrid. Lì, sotto la guida di Diego Simeone, ha raffinato letture difensive, disciplina e continuità. Non solo un laterale di spinta, ma un esterno completo, educato alla sofferenza e alla gestione dei momenti. Il salto definitivo è arrivato con la maglia dell’Argentina, culminato nel Mondiale vinto nel 2022. Da promessa a certezza internazionale.
Perché sarebbe funzionale all’Inter
L’eventuale approdo di Molina a Milano andrebbe letto in chiave tattica e strutturale, non solo come copertura numerica. Nel sistema a tre dietro, l’esterno deve garantire ampiezza, intensità e affidabilità difensiva. Caratteristiche che l’argentino possiede in modo naturale. La sua duttilità rappresenta un valore aggiunto: può agire su entrambe le fasce, adattarsi alle esigenze della partita e assorbire assenze pesanti. In un momento in cui l’Inter deve fare i conti con lo stop prolungato di Denzel Dumfries, avere un profilo già abituato a reggere certi carichi diventa una necessità, non un lusso.
Equilibri e rotazioni: un vantaggio doppio
L’inserimento di Molina avrebbe effetti anche sul lato sinistro. Consentirebbe di gestire con maggiore razionalità le energie di Federico Dimarco, liberando Carlos Augusto per un utilizzo più frequente come alternativa a Alessandro Bastoni. Un incastro che parla di profondità e di visione complessiva della rosa, elementi centrali nel progetto tecnico di Cristian Chivu.
Un’operazione che guarda al presente
Molina non è il classico nome da copertina. È qualcosa di più pericoloso per gli avversari: un rinforzo silenzioso ma determinante. Esperienza internazionale, conoscenza della Serie A, mentalità da grande squadra. Tutti fattori che, a gennaio, pesano il doppio. Se l’Inter deciderà di affondare il colpo, lo farà per un motivo chiaro: rendere credibili le proprie ambizioni, senza stravolgere nulla. A volte, il mercato migliore è quello che non fa rumore, ma sistema tutto.
