Inter, piano Kim: prestito e riscatto a 15 milioni per il dopo Acerbi

Marotta tenta il colpo alla Akanji: il sudcoreano del Bayern Monaco è il prescelto per la difesa di Chivu.

Redazione
2 min di lettura

L’Inter prepara il colpo di teatro in difesa e punta dritto su Kim Min-jae per raccogliere l’eredità dei partenti Acerbi e De Vrij. La dirigenza nerazzurra, forte del successo dell’operazione Akanji — rivelatosi il miglior innesto dell’ultima sessione estiva per solidità e impatto — intende replicare la formula del prestito oneroso con diritto di riscatto. Secondo le ultime indiscrezioni raccolte, Marotta e Ausilio sono pronti a sfruttare il momento di appannamento del sudcoreano in Baviera, dove il minutaggio ridotto ha trasformato l’ex pilastro del Napoli in una vera e propria occasione di mercato per la nuova Inter di Cristian Chivu.

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Il piano finanziario è già delineato: un’operazione complessiva che prevede un riscatto fissato a 15 milioni di euro, oltre al corrispettivo per il prestito immediato. L’obiettivo della società è testare la tenuta del centrale classe ’96 prima di procedere all’investimento definitivo, verificando se il “mostro” ammirato sotto il Vesuvio sia ancora in grado di guidare un reparto che punta al vertice in tutte le competizioni. La rivoluzione difensiva nerazzurra, resa necessaria dal ricambio generazionale, vedrebbe in Kim il perno ideale per fisicità e conoscenza tattica del campionato italiano, garantendo quell’instant-impact richiesto dalla proprietà per la stagione 2026-27.

L’affare entra nel vivo mentre l’Inter valuta la sostenibilità dell’ingaggio del difensore del Bayern Monaco, facendo leva sulla volontà del calciatore di rilanciarsi in Serie A. Con gli addii dei veterani del pacchetto arretrato ormai scritti, la dirigenza meneghina accelera per consegnare a Chivu un profilo di caratura internazionale che non pesi eccessivamente sugli ammortamenti immediati, seguendo la linea dei colpi intelligenti “alla Akanji”. La diplomazia nerazzurra è al lavoro per ottenere il via libera dei tedeschi, consapevoli che la formula del prestito con diritto rappresenti lo scudo perfetto per tutelare l’investimento in un reparto destinato a cambiare totalmente volto.

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