Per arrivare a Palestra serviranno 50 milioni: negli ultimi dieci anni l’Inter ha superato quota 40 soltanto per Lukaku, Hakimi e Joao Mario. La Dea fa muro, ma i nerazzurri non mollano: Palestra può entrare nel ristretto club dei colpi più costosi dell’era moderna interista.
- Palestra verso un investimento record: l’Inter prepara l’affondo
- La richiesta dell’Atalanta: servono 50 milioni
- Lukaku resta l’acquisto più costoso dell’era recente
- Hakimi e Joao Mario: gli altri investimenti oltre quota 40 milioni
- Hakimi, uno dei colpi più riusciti degli ultimi anni
- Da Vieri a Barella: i grandi investimenti della storia nerazzurra
Palestra verso un investimento record: l’Inter prepara l’affondo
La priorità di mercato dell’Inter continua a parlare belga, ma all’orizzonte potrebbe presto risuonare anche l’inno di Mameli nei corridoi di Appiano Gentile. Il nome caldo resta quello di Palestra, destinato a diventare uno degli acquisti più onerosi della storia recente nerazzurra.
Negli ultimi dieci anni, infatti, il club milanese ha superato la soglia dei 40 milioni di euro per un singolo giocatore soltanto in tre occasioni. Se l’operazione dovesse andare in porto, Palestra entrerebbe in questo ristretto gruppo di investimenti di alto profilo.
La richiesta dell’Atalanta: servono 50 milioni
L’Atalanta ha già respinto una prima proposta da 40 milioni di euro più 5 milioni di bonus, facendo capire chiaramente quale sia la valutazione del giocatore. Da Bergamo il messaggio è arrivato forte e chiaro: per convincere la Dea a privarsi del suo talento serviranno almeno 50 milioni.
La dirigenza interista, guidata da Beppe Marotta e Piero Ausilio, conosce bene la fermezza del club bergamasco nelle trattative. Anche per questo motivo, nonostante il primo rifiuto, l’Inter non sembra intenzionata a mollare la presa. Il segnale che filtra è chiaro: l’investimento importante arriverà.
Lukaku resta l’acquisto più costoso dell’era recente
Tra gli investimenti più rilevanti dell’ultimo decennio spicca ancora Romelu Lukaku, il colpo più costoso della storia recente nerazzurra. L’attaccante belga arrivò dal Manchester United nell’estate del 2019 per 65 milioni di euro più 10 di bonus, su precisa richiesta di Antonio Conte.
L’impatto fu immediato: nella prima stagione realizzò 23 reti, mentre nell’annata successiva fu protagonista assoluto della cavalcata che riportò lo scudetto a Milano, chiudendo con 24 gol e numerosi assist.
Le due separazioni tra Lukaku e l’Inter
La storia tra Lukaku e l’Inter è stata caratterizzata da due addii. Il primo arrivò nel 2021, quando il Chelsea investì circa 115 milioni di euro per riportarlo in Premier League.
Più turbolenta, invece, la seconda separazione. Nell’estate del 2023, dopo aver disputato la finale di Champions League con la maglia nerazzurra, il centravanti interruppe improvvisamente i contatti con la dirigenza, facendo saltare il possibile ritorno definitivo a Milano.
Hakimi e Joao Mario: gli altri investimenti oltre quota 40 milioni
Prima dell’eventuale operazione Palestra, l’Inter ha superato la soglia dei 40 milioni di euro soltanto in altre due occasioni oltre a Romelu Lukaku: per Achraf Hakimi e Joao Mario.
L’esterno marocchino arrivò nell’estate del 2020 dal Real Madrid per una cifra complessiva vicina ai 45 milioni di euro, bonus inclusi. Diverso il percorso di Joao Mario, acquistato dallo Sporting Lisbona nel 2016 per circa 43 milioni e considerato all’epoca uno dei centrocampisti più promettenti del panorama europeo.
Joao Mario, una scommessa che non ha mantenuto le attese
L’avventura di Joao Mario in nerazzurro non ha prodotto i risultati sperati. Dopo una prima stagione interlocutoria, il portoghese ereditò anche la maglia numero 10, senza però riuscire a imporsi come punto di riferimento della squadra.
Negli anni successivi arrivarono i prestiti al Benfica e alla Lokomotiv Mosca, prima dell’addio definitivo nel 2021. La sua uscita dal club fu accompagnata anche da una controversia legale: lo Sporting Lisbona chiese alla FIFA un risarcimento di circa 30 milioni di euro, sostenendo che fosse stata aggirata una clausola che impediva il trasferimento a società rivali. La vicenda si è conclusa nel 2025 con un esito favorevole all’Inter.
Hakimi, uno dei colpi più riusciti degli ultimi anni
Ben diverso il rendimento di Achraf Hakimi, protagonista assoluto della stagione che riportò lo scudetto a Milano nel 2021. L’esterno marocchino chiuse quel campionato con 7 gol e numerose prestazioni decisive, diventando uno degli uomini simbolo della squadra di Antonio Conte.
Le sue qualità attirarono rapidamente l’interesse dei grandi club europei e, dopo una sola stagione in nerazzurro, il Paris Saint-Germain investì circa 68 milioni di euro per assicurarselo. Ancora oggi la sua cessione rappresenta una delle operazioni più remunerative nella storia dell’Inter, alle spalle soltanto di quelle di Romelu Lukaku e Zlatan Ibrahimovic.
Da Vieri a Barella: i grandi investimenti della storia nerazzurra
Guardando al passato, merita una menzione anche Christian Vieri. Nell’estate del 1999 l’Inter investì circa 90 miliardi di lire per strapparlo alla Lazio, una cifra che, rapportata ai valori attuali, corrisponde a circa 45 milioni di euro. Per molti anni quel trasferimento è stato il simbolo delle grandi ambizioni del club.
Tra gli investimenti più consistenti rientra anche Nicolò Barella. L’operazione con il Cagliari raggiunse complessivamente i 50 milioni di euro grazie a una formula articolata: prestito oneroso da circa 12 milioni, obbligo di riscatto fissato a 25 e una serie di bonus che fecero lievitare il costo totale.
La differenza rispetto ai casi di Lukaku, Hakimi e Joao Mario riguarda soprattutto la struttura dell’accordo: per questi ultimi l’esborso economico fu sostanzialmente immediato, mentre l’acquisto di Barella venne diluito nel tempo attraverso più tranche e obiettivi contrattuali.
Se l’operazione dovesse andare in porto, Palestra entrerebbe a pieno titolo nel gruppo dei colpi più onerosi dell’era recente nerazzurra, confermando la volontà dell’Inter di tornare a investire in maniera importante sul futuro.