L’arrivo di Beppe Marotta all’Inter nelle vesti di amministratore delegato ha segnato un punto di svolta per il club nerazzurro, che oggi, con lui nelle vesti di presidente prosegue diritto il percorso verso la costruzione di nuove pagine di storia della società. Nel corso del Charity Event di Stelle nello Sport, in cui gli è stato consegnato il premio “Un Cuore da Leone- Gian Luigi Corti”, il dirigente ha parlato del suo periodo alla Beneamatea; queste le parole a Liguriasport: “Sono onorato di essere qua, negli ultimi anni ho ricevuto tantissimi premi, ma riceverlo a Genova, dove ho vissuto anni indimenticabili che poi hanno spinto una carriera più luminosa, rappresenta un momento molto importante per me”.
“È un onore che per un ragazzino che si è avvicinato al calcio a 6 anni essere oggi il presidente dell’Inter. Mi piace mediare e cercare sempre una soluzione. Il calcio in 50 anni è cambiato completamente, si è passati da un modello di mecenatismo all’attualità in cui a comandare sono i fondi di investimento”.
Poi prosegue parlando della sua Inter: “Sono diventato presidente dell’Inter perché mi sentivo pronto per farlo, grazie alla conoscenza, la professionalità e ad un team che ho scelto negli ultimi anni e sono andato a centellinarlo, come faccio sempre, perché credo che la fortuna di un leader sia quella di avere uno staff vlido. Io ho dei grandissimi collaboratori e sono stati la mia fortuna”.
Inter, Marotta: “Vogliamo vincere”
Marotta prosegue con il suo intervento: “Vogliamo vincere e toglierci grandi soddisfazioni. Il mio percorso dal punto di vista professionale e volge al termine. Vorrei finire bene nel calcio, lo sport mi ha dato tanto e vorrei restituire qualcosa. Vorrei tanto che il diritto allo sport sia sancito dalla nostra Costituzione. Oggi il problema della dispersione dei nostri giovani nello sport dipende anche da un fattore economico. A volte devono far pagare delle rette di 70, 80 o 90 al mese per giocare e non tutte le famiglie possono farlo. Questo è il mio primo obiettivo”.
