È di pochi minuti fa la notizia che vede definitivamente naufragata la trattativa tra Khalaili e l’Inter. L’esterno, che era arrivato a Milano nella giornata di venerdì dopo settimane di trattative tra i nerazzurri e l’Union Saint-Gilloise, avrebbe dovuto svolgere delle visite mediche supplementari dopo le difficoltà riscontrate durante il tesseramento. Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano e confermato successivamente da Beppe Marotta però, il giocatore non avrebbe superato le visite di idoneità al CONI, e la trattativa si sarebbe del tutto arenata. L’israeliano perciò sarebbe pronto a tornare nel suo club di appartenenza, con l’Inter che sarà costretta a muoversi per cercare un’alternativa per sostituire Dumfries.
L’idoneità sportiva negata a Khalaili: cosa significa e i precedenti in Italia
La mancata idoneità sportiva concessa dal CONI per Khalaili non è un caso, ma il risultato di un sistema medico come quello italiano tra i più severi al mondo, che si occupa della salute degli atleti professionisti da rischi cardiaci. Le regole di idoneità variano da paese a paese, con l’Italia che occupa una delle prime posizioni tra le nazioni con le regole più severe. Le federazioni straniere invece adottano di solito norme meno restrittive, dove c’è un minor obbligo di approfondimento in caso di sospetti lievi. Nel nostro paese la legge impone che qualsiasi rischio venga escluso con certezza, e se ciò non avviene, il tesseramento non può essere concesso.
Anan Khalaili non è il primo caso di giocatore che non riceve l’idoneità sportiva per giocare nel nostro paese. Un esempio è quello dell’ex nerazzurro Christian Eriksen, che a seguito del malore avuto durante gli Europei nel 2021, si è dovuto sottoporre a un intervento che ha portato all’impianto di un defibrillatore cardiaco sottocutaneo. L’intervento ha permesso al calciatore di poter proseguire la sua carriera, ma lontano dall’Italia, dove l’idoneità vieta la partecipazione a sport ad alta intensità per le persone che hanno avuto questo tipo di operazione.
Per l’Inter l’affare Khalaili è un passo indietro inatteso che obbliga a pensare a un nuovo nome per la fascia destra. Ora i nerazzurri dovranno guardarsi intorno sperando di non dover rimpiangere l’acquisto di un giocatore che, almeno sulla carta aveva tutte le carte in regola per essere l’erede di Dumfries.