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Inter, il pagellone del girone d’andata: Zielinski rinato, Acerbi fra i bocciati

La prima parte di stagione si è conclusa, con l'Inter che tira le somme: scopriamo il pagellone del girone d'andata

9 min di lettura

Si sa, nell’ambiente scolastico il mese di gennaio è cruciale per dare una valutazione sul primo quadrimestre, sul periodo che va da settembre a dicembre. Questo può valere anche per i club da ogni angolo del mondo che, arrivati alla finestra di riparazione, tirano le somme sull’inizio della stagione. Tra questi l’Inter, laureatasi Campione d’Inverno – “titolo” talvolta scomodo per gli allenatori – e desiderosa di capire chi ha convinto e chi ha deluso nella fase di apertura dell’annata. Scopriamo insieme il pagellone del girone d’andata dei nerazzurri, cominciando con i portieri e concludendo con l’allenatore.

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Inter, Sommer rimandato: i voti dei portieri

  • Sommer 5.5: Il biglietto da visita del suo girone d’andata è l’errore contro la Juventus. Si riprende nel corso dei mesi, ma non riesce a dare sicurezza al reparto come dovrebbe e potrebbe.
  • Martinez 6: Impiegato con il contagocce, dimostra di essere un secondo affidabile tra presente e futuro. Non a caso, i tifosi stessi chiedono più spazio per lo spagnolo.
  • Di Gennaro SV

Inter, Akanji leader e Bisseck in crescita: i voti dei centrali

  • Bisseck 6.5: Parte nelle retrovie ma cresce con il passare delle settimane, acquisendo confidenza nei propri mezzi e diventando fondamentale nella difesa alta e aggressiva di Chivu. Qualche difetto ancora da limare, ma la strada sembra essere quella giusta.
  • Akanji 7.5: Il migliore del pacchetto arretrato. Che sia da terzo o da perno, è indispensabile, specialmente nella marcatura a uomo e nella leadership. Non a caso, è il più impiegato da Chivu. Acquisto cruciale, con il riscatto che si avvicina sempre di più.
  • Bastoni 7: Comincia forte, con la rete siglata al Torino e le solite giocate da difensore moderno. Tra novembre e dicembre, però, vive un momento di calo, commettendo qualche micro errore non da lui.
  • Acerbi 5: Per anni ci si è aspettato un declino, arrivato in una stagione di ricambio come questa. Scalzato da Bisseck, non viene agevolato dalla linea alta e la gara con il Napoli ne è la prova. L’addio è sullo sfondo, dopo stagioni di alto livello.
  • De Vrij 6: Risponde presente quando viene chiamato in causa.
  • Palacios SV

Voti esterni, Dimarco al top: Luis Henrique sufficiente

  • Dumfries 6: Nei primi due mesi resta fondamentale nel 3-5-2, pur non tenendo il ritmo del finale della scorsa annata. L’infortunio alla caviglia – con tanto di operazione – lo costringe a fermarsi e seguire i compagni dai box. Chivu lo aspetta.
  • Dimarco 8: In estate ci si aspettava un declino, influenzati dalla prova disputata in finale di Champions League. Il laterale mancino, però, ha risposto con un exploit di alto livello. Incide, decide, mettendo a referto gol e assist con il suo mancino pregiato. Ma ciò che stupisce è la tenuta fisica, radicalmente cambiata rispetto a un anno fa. Ritrovato.
  • Carlos Augusto 6.5: Il classico esempio dell’usato sicuro, del 12esimo uomo pronto a dare tutto e che serve a ogni squadra. Sia da braccetto che da quinto, fornisce sempre prove ampiamente sufficienti.
  • Luis Henrique 6: Comincia come un vero e proprio oggetto misterioso della rosa. Poi, per via del lungo infortunio di Dumfries, diventa titolare sulla corsia destra. Non sfonda come dovrebbe in avanti ma, al tempo stesso, sta trovando fiducia. Sufficiente ma da seguire con attenzione.
  • Darmian SV

Zielinski rinasce e Frattesi bocciato: i voti ai centrocampisti

  • Calhanoglu 8: Da partente a leader della nuova Inter. Si ri-presenta ai suoi tifosi con la doppietta a Torino contro la Juventus, confermandosi un cecchino anche nei mesi a venire. Detta i tempi, è focale nella gestione del possesso. Peccato per i problemi fisici, che lo hanno costretto a rimanere ai box in alcune uscite. Faro.
  • Barella 6: Se è vero che non salta una partita, è altrettanto lecito ammettere che ci si aspetta sempre di più da uno del suo calibro. Da sottolineare le prove contro Como e Lazio al Meazza, ma può e deve essere maggiormente nel vivo del gioco.
  • Zielinski 7.5: Il vero capolavoro targato Chivu. Il polacco – anche a sua detta – partiva in terza fila a inizio anno ma è riuscito a salire lentamente in cattedra in mediana, lì dove sa dirigere l’orchestra con la sua tecnica. A questa, però, ha aggiunto anche carattere e gol pesanti, come quelli contro Verona e Bologna. Risurrezione.
  • Frattesi 5: In estate questo veniva definito il suo anno, dopo l’addio di un Inzaghi che lo ha spesso e volentieri lasciato in panchina. Qualche mese dopo, la sua posizione appare sempre più in bilico. Infortuni a parte, non viene quasi mai schierato dal 1′ minuto, anche data la seconda giovinezza di Zielinski.
  • Sucic 6: Il diamante è grezzo, di quelli su cui lavorare di fino. Parte in quarta, con la super prestazione contro il Torino, ma “subisce “patisce” la crescita di Zielinski. Le doti ci sono ma serve più minutaggio.
  • Diouf 5.5: Il gol al Venezia in Coppa Italia è l’unico highlight – per dirla all’inglese – di una prima parte di adattamento al calcio italiano. Serve tempo e pazienza.
  • Mkhitaryan 5.5: Meno minuti rispetto alla scorsa annata per l’armeno, che non sembra riuscire a incidere come nella gestione Inzaghi. Che questo sia l’ultima stagione in nerazzurro per l’ex Roma? Solo il campo può darci le risposte che attendiamo.

Inter, Pio e Bonny alternative di lusso: il giudizio sugli attaccanti

  • Lautaro 7.5: Un Toro ritrovato. Attualmente primo in classifica marcatori, dimostra di essere il cuore pulsante dell’Inter di oggi e del domani. Lotta su ogni pallone e segna gol pesanti, come quello a Lazio, Como e Bologna. Servono, però, anche le reti nelle sfide contro Juventus e Milan, per alzare ulteriormente il voto. Fondamentale.
  • Thuram 6.5: L’inizio è dei migliori, da autentico trascinatore e centravanti di razza. L’infortunio di fine settembre, però, complica la sua stagione. Non sembra essere ancora al top della condizione. Chivu lo aspetta, pur avendo a disposizione ricambi di livello.
  • Pio Esposito 6.5: La scommessa vinta da tutto l’ambiente meneghino. Rimasto in estate, riesce a ritagliarsi un ruolo importante pur essendo una riserva. L’intesa con Lautaro è delle migliori, fa a sportellate con i centrali avversari e sa sempre come muoversi in zona avanzata. Deve migliorare sotto porta, ma chi ben comincia…
  • Bonny 6.5: Arrivato dal Parma sotto esplicita richiesta di Chivu, si conferma come un talento di grandi prospettive. Oltre al fondamentale gol contro la Roma, riesce a rimpiazzare Thuram nel migliore dei modi a inizio annata. Risorsa preziosa.

Il voto a Chivu

  • Chivu 8: L’addio di Inzaghi faceva presagire a una stagione di ricambio, complicata sotto ogni aspetto. Il coach rumeno, arrivato dopo la singola esperienza al Parma nel calcio dei grandi, ha ridato da subito certezze e linfa vitale a un ambiente frastornato dal 5-0 contro il PSG. Il tecnico di Resita dimostra di saper preparare bene il piano gara e riesce a rigenerare elementi finiti ai margini. Tutti si sentono coinvolti, e forse questa è la sua grande vittoria.
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