Il fallimento continentale contro il Bodo/Glimt non lascia in dote soltanto amarezza sportiva, ma apre una voragine finanziaria nelle casse di Viale della Liberazione. Sebbene il Presidente Beppe Marotta avesse tentato di giocare d’anticipo dichiarando che «l’aspetto bilancistico lo andremmo a rimediare in corsa», la realtà dei numeri racconta di un ammanco immediato che si aggira intorno ai 20 milioni di euro. Tale cifra è la somma degli 11 milioni garantiti dal premio UEFA per l’approdo agli ottavi di finale e dei circa 9 milioni di mancato incasso dal botteghino per il match interno. Una perdita che, pur non essendo strutturalmente letale, impone al sodalizio nerazzurro una riflessione profonda sulla sostenibilità del progetto tecnico e sulle strategie della prossima sessione estiva.
Il rebus cessioni: quando gli “intoccabili” diventano sacrificabili
Nella logica del player trading che ha contraddistinto le ultime stagioni dell’Inter, la mancata entrata europea sposta l’asse delle decisioni verso il mercato in uscita. La congiuntura tecnica attuale vede pilastri storici come Nicolò Barella, Hakan Calhanoglu e Marcus Thuram reduci da una stagione di basso profilo, fattore che potrebbe paradossalmente facilitare un loro addio a fronte di offerte congrue. La strategia della dirigenza sembra chiara: nessuno è più considerato incedibile. «Non è assolutamente un problema rimediare in corsa», aveva rassicurato Marotta, ma è evidente che per pareggiare i conti la società dovrà valutare con estrema attenzione le proposte per i suoi big, specialmente se il finale di stagione non dovesse regalare la certezza matematica dei proventi da scudetto e Coppa Italia.
Linea verde e suggestioni di mercato: il fattore Esposito e l’ombra turca
L’architettura della rosa futura potrebbe subire una trasformazione radicale grazie alle risorse già presenti ad Appiano Gentile. La crescita di Pio Esposito è ormai un dato di fatto: il giovane attaccante è designato come il successore naturale nei ranghi offensivi, una promozione che ridurrebbe drasticamente lo spazio per un Marcus Thuram apparso opaco. Proprio il francese resta un profilo monitorato dalla Juventus, che potrebbe tentare l’affondo per ricomporre il binomio familiare con il fratello Khéphren. Parallelamente, torna a farsi sentire il richiamo della Turchia per Calhanoglu, mentre la posizione di Davide Frattesi rimane in bilico, oggetto del desiderio di numerosi club ma finora trattenuto per mancanza di alternative all’altezza. In questo scenario, l’Inter si prepara a un’estate di transizione forzata, dove la necessità di bilancio guiderà le scelte tattiche del domani.