Se volessimo dire un'ovvietà, affermeremmo, senza possibilità di essere smentiti, che il 2026 non è certamente l'anno fortunato di Alessandro Bastoni. Infatti, nonostante i due trofei collezionati durante la passata stagione, il 95 nerazzurro non può e non deve ritenersi soddisfatto di un'annata in cui spesso gli è stato puntato il dito contro, talvolta anche in maniera eccessiva. Nella gara di mercoledì scorso contro lo Shakhtar Donetsk, l'ex Atalanta ha rimediato un'altra espulsione, la seconda del suo anno solare, l'ultima quella maledetta in Bosnia. Poco male, l'Inter vince e del rosso si dimenticano tutti, ma il centrale mancino sembra rincorso non solo dalle sue colpe, ma anche dalla cattiva sorte.
La combinazione di errori porta alla nuova brutta figura
La squalifica europea arriva proprio nel momento in cui Bastoni sembrava essersi ripreso non solo la fiducia degli interisti, che mai era mancata in realtà, ma anche quella di tutti gli italiani: sempre impiegato da mister Mancini se a disposizione, il difensore ha condito tre ottime prestazioni nazionali con due gol, di cui uno decisivo in Francia, con uno straordinario recupero palla sulla trequarti. Eppure, Alessandro, mercoledì, ci è ricascato: è tornato a cadere in una combinazione che annienterebbe anche i più strutturati psicologi: errori suoi ed errori di altri. Sì, perché il signor Osmers, alla seconda gara in carriera in Champions League, non è sembrato proprio perfetto: se le proteste che portano al 66' portano a un primo, corretto, cartellino, sembra essere tendente all'esagerato il provvedimento che ha generato il secondo giallo. In generale, comunque, una sicurezza mai dimostrata e che ha latitato vertiginosamente nei cinque minuti che hanno portato all'allontanamento dalla gara dell'interista, costretto a rientrare negli spogliatoi. Dall'altra parte però, Bastoni cade nuovamente nelle tentazioni offerte dalla dinamica della gara. La sbracciata sull'avversario, per quanto questo non faccia nulla per restare in piedi, è del tutto gratuita e abbastanza evidente. Un'espulsione che dunque si rivela pesante, non tanto dal punto di vista tecnico, con l'Inter capace di vincere comunque la gara, ma dal lato emotivo. Il nativo di Casalmaggiore deve avere la consapevolezza di aver giocato un'ottima partita da centrale di difesa, ruolo che in passato aveva sofferto, rovinata da un episodio che si poteva evitare, ma che lui stesso deve imparare a gestire. Il calendario, però, non aspetta: dopo la sofferta rimonta con la Fiorentina, gli impegni saranno tanti e anche complessi, come il derby di sabato sera. Il compito è quindi dimenticarsi della brutta figura, per continuare una ripresa graduale iniziata con questa nuova stagione, e per dimostrare che questo è stato solo un piccolo errore di passaggio.


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