L’Inter di Cristian Chivu perde il suo riferimento più prezioso nel momento cruciale della stagione europea. Hakan Calhanoglu è costretto a un nuovo forfait forzato alla vigilia dell’andata degli spareggi di Champions League contro il Bodo/Glimt, in programma mercoledì 18 febbraio in Norvegia. Il centrocampista turco, reduce da un travagliato rientro lampo nel Derby d’Italia contro la Juventus, ha accusato un risentimento muscolare che impone prudenza assoluta allo staff medico nerazzurro, privando la compagine milanese della propria fonte primaria di gioco nella delicata trasferta artica.
Analisi del trauma: tra logorio fisico e cautela tattica
Il nuovo stop di Calhanoglu non è una ricaduta del precedente infortunio al soleo che lo aveva tenuto ai box tra gennaio e metà febbraio, ma un evento clinico distinto. Gli esami hanno evidenziato un affaticamento all’adduttore della gamba destra, un segnale di allarme che il sodalizio nerazzurro ha deciso di non sottovalutare, specialmente in considerazione delle insidie del terreno sintetico dell’Aspmyra Stadion. La decisione di non convocare il calciatore per la sfida europea risponde a una strategia di conservazione: rischiare il “metronomo” su una superficie così traumatica avrebbe potuto trasformare un semplice affaticamento in una lesione ben più grave, pregiudicando il finale di stagione.
L’assenza del turco apre un’impasse tattica non indifferente per Chivu. Senza la visione e i tempi di gioco di Calhanoglu, l’Inter perde quella fluidità di manovra che è stata il marchio di fabbrica delle ultime uscite. Il calendario, d’altro canto, non concede tregua: oltre al confronto continentale, il giocatore è da considerarsi fortemente in dubbio anche per la trasferta di sabato 21 febbraio a Lecce. La gestione del recupero sarà millimetrica, con l’obiettivo di riaverlo a pieno regime per il match di ritorno contro i norvegesi a San Siro, dove la sua capacità di verticalizzare risulterà determinante per il passaggio del turno.
Prospettive di rientro: il piano dello staff medico
L’entourage tecnico filtra un cauto ottimismo, derubricando l’incidente a una conseguenza fisiologica del carico di lavoro dopo il lungo stop. Secondo le ultime indiscrezioni raccolte dagli organi di stampa specializzati, la mancata partenza per la Norvegia è una scelta precauzionale condivisa tra atleta e società. Il calciatore rimarrà ad Appiano Gentile per seguire un protocollo di fisioterapia mirato, con l’obiettivo di smaltire l’infiammazione all’adduttore nel giro di pochi giorni.
Il cronoprogramma del rientro dipenderà dalle risposte del muscolo nelle prossime 48 ore. Se il fastidio dovesse rientrare, Calhanoglu potrebbe strappare una convocazione per la sfida di via del Mare contro la formazione di Di Francesco, sebbene l’ipotesi più accreditata resti quella di un ritorno graduale per garantire la massima integrità fisica nel prosieguo del cammino europeo. L’Inter, in attesa di comunicati ufficiali più dettagliati, si aggrappa alla solidità del gruppo per sopperire a una perdita che, sul piano del carisma e della tecnica, resta difficilmente colmabile nel breve periodo.