Il ritorno di Aleksandar Stankovic accende il mercato dell’Inter: perché cederlo subito per fare plusvalenza sarebbe un errore

Il centrocampista classe 2005 rientra a Milano dal Bruges per 23 milioni di euro, ma le voci su un addio immediato spaventano i tifosi nerazzurri in vista del restyling della mediana.

Redazione
4 min di lettura

L’Inter si appresta a riaccogliere a Milano il giovane centrocampista Aleksandar Stankovic, reduce da una stagione di alto livello in Belgio con la maglia del Bruges, dove si è messo in mostra soprattutto sul palcoscenico internazionale della Champions League. Come spiegato dal giornalista Luca Recalcati in un editoriale per linterista.it, il club nerazzurro eserciterà il diritto di recompra versando nelle casse della società belga i 23 milioni di euro stabiliti dal contratto. Tuttavia, l’entusiasmo della tifoseria per il ritorno del talento classe 2005 è frenato dalle indiscrezioni relative a una possibile e immediata cessione a titolo definitivo del cartellino, una mossa studiata dalla dirigenza per iscrivere a bilancio una ricca plusvalenza e accumulare liquidità da reinvestire nell’attuale sessione di calciomercato. Questo scenario spaventa l’ambiente interista, che dopo la gestione di Pio Esposito teme di perdere un altro gioiello del vivaio per finanziare operazioni commerciali non ancora decifrate.

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Le motivazioni tattiche e ambientali per trattenere il calciatore serbo ad Appiano Gentile sono molteplici, a partire dalla profonda conoscenza che l’atleta ha del mondo nerazzurro e del tecnico Cristian Chivu. L’allenatore rumeno è perfettamente consapevole delle doti tecniche e del temperamento del mediano, un fattore che azzererebbe completamente i tempi e i problemi legati all’inserimento del ragazzo nei meccanismi della prima squadra. La necessità di inserire elementi affidabili in mezzo al campo è legata anche alle imminenti rotazioni del reparto: se lo scorso anno la squadra si è presentata ai nastri di partenza con sette centrocampisti (Nicolò Barella, Hakan Calhanoglu, Henrikh Mkhitaryan, Davide Frattesi, Piotr Zielinski, Luka Sucic e Andy Diouf), nella nuova stagione l’organico perderà con ogni probabilità due pedine fondamentali come Frattesi e Mkhitaryan, con Diouf destinato a essere spostato nel ruolo di esterno o ceduto in prestito per accumulare minuti in Serie A. Anche se l’armeno dovesse decidere di rimanere a Milano per un’ulteriore stagione, la carta d’identità e i recenti problemi muscolari impongono cautela, una criticità che riguarda da vicino anche la gestione dello stesso Calhanoglu, la cui permanenza non cancella la frequenza degli infortuni stagionali.

Per ovviare a queste assenze e strutturare un reparto competitivo su più fronti, l’Inter dovrà necessariamente pianificare l’inserimento di almeno tre nuovi elementi nella linea mediana, e il profilo di Stankovic completerebbe idealmente questo terzetto insieme al lungamente corteggiato Manu Koné e a una terza operazione da concludere a parametro zero o investendo sul giovane Massolin. Questa strategia permetterebbe alla società di non esaurire l’intero budget di mercato per il solo centrocampo, andando a definire coppie ben bilanciate tra titolari e alternative: BarellaStankovic, CalhanogluZielinski e KonéSucic, con Massolin come ulteriore risorsa. La creazione di un reparto così composto garantirebbe alla squadra tre innesti di grande impatto fisico e qualitativo, centrando al contempo l’obiettivo della controllante Oaktree di abbassare l’età media della rosa e ridurre sensibilmente il monte ingaggi complessivo.

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