L’Inter sta strutturando in questi mesi una gestione societaria dall’efficacia evidente, mirata a garantire una competitività permanente ai vertici del calcio nazionale e internazionale nei prossimi anni. Come analizzato in un editoriale firmato da Lapo De Carlo sulle pagine di TUTTOmercatoWEB.com, il club nerazzurro si è lasciato alle spalle la storica alternanza di alti e bassi legata ai passaggi di proprietà per adottare una filosofia aziendale che la vede partire stabilmente come favorita in ogni competizione. La svolta strategica è impressa dal fondo Oaktree, un proprietario molto attivo attraverso la presenza fissa a Milano e nel consiglio di amministrazione dei manager capofila Alejandro Cano e Katherine Ralph, affiancati da Renato Meduri e Carlo Ligori, quest’ultimo impegnato sul fronte delle infrastrutture.
Il nuovo assetto coniuga il rigore finanziario della proprietà statunitense con la totale delegazione delle decisioni operative a un management blindato, composto da Beppe Marotta, Piero Ausilio e Dario Baccin. Secondo quanto riportato da TUTTOmercatoWEB.com, il legame tra la proprietà e la dirigenza è stato ulteriormente cementato dall’acquisizione da parte dello stesso Marotta di una partecipazione azionaria pari a circa il 2,5% del club, ottenuta tramite un Management Incentive Plan legato ai risultati sportivi ed economici. Questa sinergia sta permettendo all’Inter di raggiungere l’obiettivo primario della stabilità economica, avviandosi a chiudere il bilancio 2025-26 con il secondo utile consecutivo, stimato oltre i 10 milioni di euro. Il traguardo è stato favorito da una netta riduzione del monte ingaggi, sceso di 20-25 milioni di euro grazie ai saluti di calciatori come Benjamin Pavard, Joaquín Correa, Mehdi Taremi e Marko Arnautovic, che hanno sancito la fine dell’era dei parametri zero e dei pesanti contratti per gli over 30.
La nuova linea programmatica prevede un forte ringiovanimento dell’organico attraverso investimenti su talenti emergenti, come dimostrano le recenti operazioni per Luis Henrique, Petar Sucic e Ange-Yoan Bonny, costate complessivamente quasi 70 milioni di euro. Per la prossima sessione estiva di calciomercato, Oaktree ha già stanziato un budget non inferiore a 50 milioni di euro, definito trattabile per cogliere eventuali opportunità, con l’obiettivo a lungo termine di elevare il valore di mercato della rosa fino a quota un miliardo di euro. Parallelamente, il fondo ha impresso un’accelerazione sul tema infrastrutturale, mettendo in cima all’agenda il progetto del nuovo stadio e stanziando circa 100 milioni di euro per il potenziamento dei centri di allenamento, del settore medico e della foresteria del vivaio. Nonostante i ricavi da 30 milioni di euro garantiti dalle vittorie di scudetto e Coppa Italia, utili a mitigare la flessione dei proventi europei, l’ambiente nerazzurro mantiene una sola vera incognita legata al futuro a lungo termine: il timore diffuso tra i tifosi è che l’eventuale conclusione del ciclo guidato da Marotta possa esporre il club ai rischi di un ridimensionamento sportivo.